“Di riforme si mangia? Come no. Soprattutto quando c’è da battere la grancassa per il Sì al referendum”. Laura Bottici, questora M5S al Senato, ha aperto ufficialmente su Facebook la contestazione al magna-magna, il programma del seminario di formazione politica che si è svolto venerdì scorso al Senato. Con due star d’eccezione, Angelino Alfano e Matteo Renzi, e la partecipazione straordinaria dell’ex ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi.

A SCUOLA DI MAGNA MAGNA – Organizzato dai gruppi di Camera e Senato di Area Popolare, l’appuntamento aveva un titolo ficcante: “Le conseguenze nella vita economica e sociale di una riforma costituzionale”. E ficcantissimo era lo slogan, modello veniamo-al-sodo: “Di riforme si mangia”. Nel giro di poche ore un mare di polemiche ha travolto l’iniziativa, al punto che alla riunione del consiglio di presidenza del Senato il presidente Pietro Grasso avrà il suo bel da fare a contenere non solo le proteste dei Cinque Stelle ma anche quelle della Lega, capitanata da un indignatissimo Roberto Calderoli.

TUTTI A TAVOLA – “Renzi e Alfano hanno fatto una becera propaganda elettorale per il referendum utilizzando le sale e il personale di palazzo Madama come se il Senato fosse il circolo del comitato per il Sì al referendum e non la casa di tutti gli italiani, anche di quelli che alla riforma voteranno No” protesta infatti la senatrice Bottici. E rincara: “In ossequio alla filosofia del magna-magna, gli oltre 250 partecipanti al seminario, cioè le truppe cammellate di Angelino Alfano, hanno addirittura mangiato al ristorante del Senato, che il venerdì è normalmente chiuso ma è stato fatto riaprire per l’occasione“.

FUORI DALL’AULA – Il seminario di Alfano si è svolto in una location d’eccezione, la sala Koch, normalmente destinata agli incontri più istituzionali della camera alta. E per un pelo Area Popolare non è riuscita ad ottenere la disponibilità dell’aula di palazzo Madama, che il ministro Alfano in persona ha chiesto al presidente Pietro Grasso. O così, almeno, dicono i rumours di palazzo. Grasso ha opposto un fermo diniego alla concessione dell’emiciclo, ma ha accordato la sala Koch che è comunque una sala di grande prestigio. E che in occasione del seminario era stracolma di “giovani e giovani amministratori” vicini ad Ap, tutti ansiosi di capire nei dettagli come “la riforma costituzionale abbia un impatto concreto nella vita economica e sociale, nel quotidiano di tutti”.

TESTIMONIAL INTERESSA(N)TI – Impatto positivissimo, ovviamente. Lo hanno spiegato, occupando la sala (e il relativo personale) dalle 10 del mattino alle 6 del pomeriggio, molti ospiti filo-governativi. A testimoniare la necessità di una “fuga dall’immobilismo”, insieme a Enzo Risso, presidente di Swg, c’era per esempio Gerardo Mastrandrea, magistrato del Consiglio di Stato, che all’immobilismo di Palazzo Spada ha preferito, negli anni, il ruolo di capo dell’ufficio legislativo del ministro delle Infrastrutture con Altero Matteoli, Corrado Passera e Maurizio Lupi, per poi trasferirsi, dal marzo 2016, a palazzo Chigi in qualità di esperto del Dipartimento affari regionali della Presidenza del Consiglio. Un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono. Idem per l’entusiasta Claudio Cerasa, direttore del Foglio.

LARGO AI GGIOVANI – Su “governare la paura, ricostruire con la gente” sono invece intervenuti i sindaci del terremoto vicini al centrodestra: come la sindaca di Serrapetrona, Silvia Pinzi, classe 1977, o il 57enne sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, assicuratore di professione e nel 2014 primo contribuente della sua città con 139 mila euro di reddito; presente anche Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino, forzista classe 1971, che nel suo Cv annota con entusiasmo di essere stato “segretario particolare di un Senatore della Repubblica” dal 2012 al 2013. A tutti il pranzo è stato offerto dalla senatrice Ap Federica Chiavaroli, sottosegretaria alla Giustizia. Non si sa se coi fondi istituzionali o coi suoi risparmi personali.