di Benedetto Debesi

Egregio presidente, approfitto di questo spazio per rivolgerle alcune domande.

1) Perché quando occupazione e Pil aumentano di uno zerovirgola li interpreta come valori significativi, mentre quando è Lei a proporre di far crescere l’indebitamento lo stesso zerovirgola diventa un’inezia?

2) Perché una volta dite che se vince il No è una catastrofe e la volta dopo sostenete che non succederà nulla? E’ una tecnica allarmistica ispirata dal vostro guru o (molto più probabilmente) non ne avete la minima idea neppure voi e sparate nel mucchio?

3) Se nella riforma costituzionale è previsto che i senatori siano nominati come è possibile che Lei prometta di modificare la legge elettorale per far sì che vengano eletti? Non sarebbe anticostituzionale? O questo non lo mette neppure in conto, tanto per Lei la Costituzione è un’opinione: la sua (parafraso un mio vecchio prof. di matematica).

4) Da dove il suo sodale Dario Franceschini ha tirato fuori il concetto che le leggi non debbano essere capite (dal popolo bue, sottinteso)? E’ nelle linee-guida del vostro governo?

5) Lei concorda con questo rispolverare il “latinorum”?

6) Guardando ed ascoltando i dibattiti, ci si fa l’idea che tutti quelli che voteranno la riforma, tranne i Suoi diretti colleghi, lo faranno “turandosi il naso” o quantomeno per mera fedeltà; il fronte dal No è assolutamente trasversale. Queste considerazioni non Le fanno venire qualche dubbio o sospetto sull’opportunità e sull’adeguatezza di quel che Lei propone?

7) Anche per Sua ammissione questa riforma, che va a toccare 40 articoli, non è fatta bene: perché dare corso a una cosa già sbagliata?

8) Se vince il Sì quando avete intenzione di rimettere mano alle modifiche per sistemare quel che non va? Il giorno dopo? E se lo farete, con quale maggioranza? Arruolerete nuovamente i canguri?

9) Possiamo sapere una volta per tutte, definitivamente, cosa ha intenzione di fare se per caso vincesse il No? Quanto meno – visto che afferma di parlarci con il cuore in mano – ci dica che non ne ha la più pallida idea neppure Lei! Quindi ha intenzione di dimettersi: a) Sì; b) No; c) Non sa/Non risponde.

10) Sempre a proposito di cuore, da boy-scout di Padova a boy-scout di Rignano: come si è sentito il Suo di cuoricino, quello che Lei chiama sempre in causa ponendovi sopra le mani nelle sue accorate arringhe, quando ha dato la spallata al Suo amico Letta, dopo avergli detto di stare sereno? Ricorda il secondo articolo della legge scout che recita: “Lo scout è leale”? Non sarebbe il caso di andare a rileggersela, questa legge? Ha degli articoli molto interessanti sa; ad esempio il primo recita: “Lo scout considera suo onore meritare fiducia”. Specifica il “meritarla”, non arraffarla in qualche modo!

Peccato, peccato non potergliele fare di persona queste domande. Ma spero che risponda.

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