Non solo ricorsi prima, ma anche ricorsi dopo. Il risultato del referendum costituzionale potrebbe non essere quello della sera del 4 dicembre. O comunque potrebbe rimanere sub iudice per un po’. Il presidente del Comitato del No, il costituzionalista Alessandro Pace, infatti, ha annunciato che se il voto degli italiani all’estero fosse decisivo per l’esito finale e determinasse la vittoria del Sì alla riforma, è pronto a impugnare il risultato. In particolare, come ha ribadito Pace, “non è garantito il requisito della segretezza“. Su questo sono arrivate le rassicurazioni del governo che ha assicurato che tutto sarà regolare. E al No risponde proprio il presidente del Consiglio Matteo Renzi che oggi è in tour in Toscana e in Emilia. “Noi faremo campagna referendaria con il sorriso sulle labbra – dice – Noi andiamo nel merito del referendum, loro no. Oggi quelli del No dicono che se perdono faranno ricorso. Noi non faremo ricorsi e controricorsi, faremo una battaglia con il sorriso e parliamo del merito. Loro hanno paura di parlare del merito perché se si capisce che la domanda è sul rendere il Paese più semplice non ce n’è per nessuno. Il tentativo è di buttarla in rissa, la nostra reazione è calma e gesso, sorrisi e tranquillità, parliamo nel merito”.


di Manolo Lanaro

La questione della regolarità delle operazioni di voto nelle circoscrizioni per gli italiani all’estero si sviluppa da giorni. A loro il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva inviato nelle scorse settimane una lettera con le indicazioni e le istruzioni sulle modalità di voto per il referendum nella quale sono precisate le ragioni per cui votare Sì, a partire dalla fine del bicameralismo paritario e la riduzione del numero dei parlamentari.

Sull’eventuale ricorso “ci sono gli estremi per poterlo fare – ha spiegato il vicepresidente del comitato del No, il giurista Alfiero Grandi – in quanto il voto dev’essere segreto e personale, se non verranno rispettati i requisiti, è chiaro che faremo ricorso”. La modalità in cui si vota all’estero – sostiene invece chi dice che c’è rischio di un voto non regolare – non garantisce la segretezza perché la scheda arriva con una busta e potrebbe essere manipolata. Sul referendum costituzionale in queste settimane sono stati presentati numerosi ricorsi, in particolare sul quesito referendario e sulla sua eterogeneità, cioè sul fatto che si occupi di vari temi insieme. Tutti i ricorsi sono stati comunque respinti dal Tar del Lazio e dal tribunale civile di Milano.

Durante l’incontro alla Stampa estera è intervenuto anche il vicepresidente del comitato del No, il giurista Alfiero Grandi, che ha definito riforma costituzionale “una fregatura per gli italiani all’estero” perché così loro “non eleggeranno più i senatori e non parteciperanno al ballottaggio se non cambia l’Italicum“. Vincenzo Vita, ex ministro dei governi ulivisti e componente del Comitato per il No, ha ribadito invece la protesta contro quella che ritiene la presenza massiccia del governo in televisione. “Renzi e il governo hanno una esposizione mediatica da primato, che non ha paragoni con i governi precedenti, neanche con Berlusconi”. L’ex parlamentare denuncia che per le ragioni del no ci sono nei media “spazi residuali”. Il No ha presentato un esposto all’Agcom nei giorni scorsi.