Alcuni assalitori ancora non identificati hanno compiuto un violento attacco xenofobo, con lancio di molotov, petardi e sassi contro il campo profughi sull’isola greca di Chios, dove dal 17 novembre ci sono proteste contro i migranti. Circa 150 persone scappate in Europa a causa della guerra civile siriana, sono state costrette ad abbandonare la struttura. Nell’assalto un rifugiato è rimasto ferito alla testa da una pietra, ma non versa in gravi condizioni. Distrutte una cinquantina di tende e baracche. Si tratta della seconda notte consecutiva di violenze nell’area del campo per richiedenti asilo di Souda che ospita circa 4mila migranti.

Agli attacchi che si susseguono da tre giorni sono sospettati di aver partecipato dei membri di Alba dorata, il partito di estrema destra greco. Lo ha detto al Guardian il sindaco di Chios Manolis Vournous. Secondo il primo cittadino la tensione è esplosa dopo che alcuni algerini e marocchini hanno rubato alcol e fuochi d’artificio da un negozio, facendo temere agli abitanti lo scatenarsi di incidenti. Ma alcuni attivisti sostengono che l’escalation sia stata provocata dopo che alcuni membri di Alba Dorata avevano progettato un attacco. Questa settimana una delegazione di parlamentari del partito estremista e di deputati dell’estrema destra belga hanno compiuto una visita di 48 ore nell’isola.

Anche due operatori umanitari che lavorano tra i profughi sono stati feriti. L’Unhcr, che gestisce il centro, fa sapere che fra i tendoni distrutti dai teppisti – che hanno lanciato oggetti contundenti dal muro che circonda il campo – ve ne era uno da 50 posti. I volontari hanno cercato di sopperire erigendo una piccola tendopoli fuori dalla struttura e hanno rivolto un appello alla polizia perché sorvegli la zona interessata dagli attacchi. Roland Schoenbauer, operatore dell’Unhcr ha detto alla Bbc che, malgrado ciò, “non tutti i migranti avranno un posto asciutto dove trascorrere la notte” per il pericolo di nuove scorribande. Delle persone in cerca d’asilo ospitate a Souda, il 60% proviene dalla Siria, il 20% dall’Iraq, il 10% dal Nord Africa e il 10% da altre parti del mondo.

La tensione del resto è alta in tutto il Paese. Sempre sabato, ma ad Atene, un parlamentare greco di Alba Dorata, Yorgos Yermenis, è stato attaccato da un gruppo di sconosciuti nel quartiere di Marusi  nella zona nord della città, ed è ricoverato in ospedale. Il deputato si trovava in un bar quando è stato aggredito da una trentina di persone, che lo hanno colpito alla testa con una spranga e gli hanno spruzzato addosso spray al peperoncino. Il politico era accompagnato da due persone, che sono risultate lievemente ferite. I sospetti della polizia si concentrano su un gruppo locale che si considera antifascista. Yermenis figura tra gli accusati nel maxi-processo contro membri e simpatizzanti di Alba dorata  accusati di appartenere a un’organizzazione criminale dedita alle estorsioni, ai tentati omicidi a sfondo razziale e ad un tentativo di colpo di Stato.