Distesa sul pavimento in pantofole e abiti da casa, la testa chiusa in una busta e le mani sporche di sangue. Così è stata ritrovata Rosa Maria Radicci, 71 anni, morta nella sua villetta a Palese, periferia nord di Bari. In quella casa la donna, vedova, viveva sola. A dare l’allarme era stata la figlia, che aveva parlato con la mamma nella tarda mattinata e poi non era più riuscita a mettersi in contatto con lei.

Una morte che per il momento fatica a trovare una spiegazione. Si pensa che la donna possa essere stata uccisa durante una rapina finita male, ma non è l’unica ipotesi sulla quale gli investigatori si stanno concentrando. Non è stato infatti rilevato nessuno segno di scasso all’ingresso della villa e non sembra mancare nulla al suo interno. Dal primo esame esterno sul cadavere emerge come l’anziana abbia tentato di difendersi: sul corpo ci sarebbero piccole lesioni e contusioni, il risultato del tentativo di liberarsi dalla busta di plastica, stretta attorno al collo con dello scotch, che l’ha poi soffocata. È possibile quindi che l’anziana signora sia stata seguita mentre rincasava o che conoscesse l’aggressore. A fornire maggiori chiarimenti sarà l’autopsia, che verrà disposta probabilmente per domani mattina dal pm Luciana Silvestris. Gli accertamenti dovranno anche verificare la presenza sul cadavere di eventuali tracce dell’assassino.

“Ora abbiamo molta paura. Noi non abbiamo sentito nulla, nessuna richiesta di aiuto, assolutamente nulla”, dicono i vicini di casa di Rosa Maria Radicci. “Abitava qui da almeno 40 anni ma usciva raramente. Non si affacciava neanche in giardino”. Nella zona di recente si erano verificati alcuni furti. “Eventuali ladri – dicono però gli altri abitanti del lungomare – avrebbero potuto scegliere ville più prestigiose”. La donna infatti sembra non avesse in casa nulla di prezioso, né soldi, né gioielli.

Il delitto ricorda l’omicidio della 60enne Caterina Susca, violentata e assassinata l’11 novembre 2013 nella sua villetta di Torre a Mare, alla periferia sud di Bari. Il colpevole, Donald Nwajiobi, 24enne nigeriano, è stato condannato in appello all’ergastolo. Secondo i giudici, il ragazzo entrò nella villa saltando il cancello e sorprese la donna dopo aver aspettato a lungo nascosto in giardino. In quello stesso periodo, altre due femminicidi erano stati commessi a Bari e provincia.