“La vicenda di Laura Puppato è una tempesta in un bicchiere d’acqua, con un pizzico di speculazione”. Mancano poche settimane al referendum costituzionale e il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, si muove da una parte all’altra dell’Italia, tra iniziative e dibattiti, per spiegare le ragioni del No. Lo intercettiamo a Milano, poco prima di un incontro pubblico. “Sono di ritorno da Bolzano – spiega – dove il presidente dell’Anpi locale ha dichiarato pubblicamente che voterà a favore della riforma. Eppure mi ha invitato a parlare a un incontro pubblico, e poi siamo andati a cena insieme. Tutto in un clima molto tranquillo e amichevole”.

Tanto basta per parlare della polemica, ormai nota, sulla mancata tessera alla senatrice del Pd Laura Puppato, fin dall’inizio sostenitrice della riforma della Costituzione voluta di Renzi. . E’ successo a Montebelluna, in provincia di Treviso. Qui l’Anpi ha deciso di non rinnovare la tessera alla parlamentare e ne ha rigettato la richiesta d’iscrizione. Con inevitabile scia di accuse da parte dei democratici, da mesi ormai in rotta di collisione con l’associazione partigiani.

“L’Anpi non esclude e non punisce nessuno perché è per il Sì – chiarisce Smuraglia – E Bolzano ne è un esempio. Qui il presidente voterà Sì, ma non sta facendo campagna per promuovere la riforma. Anzi, in questi giorni mi ha anche chiamato per un’iniziativa. Il dissenso – continua – è libero ma c’è una raccomandazione a non creare situazioni in aperto contrasto con la linea dell’associazione, decisa al congresso. Questa è la regola a cui ci atteniamo. Fino adesso non ha mai dato problemi”. È tutto nero su bianco, spiega, in un documento del Comitato nazionale datato 24 maggio. “Si chiede ai nostri iscritti di evitare atti e manifestazioni apertamente contrarie alla posizione dell’associazione, che da mesi si sta impegnando a difesa della Costituzione”.

Niente banchetti e mobilitazioni a favore del Sì, insomma. Soprattutto se allo stesso tempo si sbandiera la propria appartenenza all’associazione partigiani. “Un parlamentare, come nel caso della Puppato, ha tutto il diritto di fare propaganda, ma non di farla esibendo il fatto di essere dell’Anpi. Non platealmente. Perché va contro a quello che l’associazione ha deciso”. Ora quindi il caso come si risolve? “Consiglio alla senatrice Puppato di chiarirsi con il comitato provinciale. Nessuno le nega la tessera per un Sì. Il caso qui è emerso perché lei fa propaganda attiva a favore della riforma, che è qualcosa di più di una dichiarazione di voto. Ci vuole un po’ di buon senso e spirito di appartenenza a un’associazione. C’è poi la questione che riguarda la richiesta d’iscrizione in un luogo diverso dalla sua residenza. Il nostro regolamento lo vieta. Le sarebbe bastato contattare il comitato provinciale per saperlo. Ma lei ha preferito invece informare la stampa di una vicenda basata sul nulla”.