Arrivare in cimitero dopo qualche mese dall’ultima visita e non trovare più la tomba del proprio padre. È successo a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna: una delle figlie del defunto, morto nel 2003, nei giorni scorsi è andata a fare visita, come di consueto, alla tomba dei propri genitori, sepolti l’uno accanto all’altra. Ma nella tomba dove aveva riposato negli ultimi 13 anni lui non c’era più. I famigliari così sono andati a informarsi e hanno scoperto che la salma era stata esumata a maggio 2016. L’unico avviso di una prossima esumazione, con l’elenco dei defunti, era stato affisso in bacheca nel 2013. Ma non tutti leggono le bacheche dei cimiteri e così i resti sono stati portati fuori dalla tomba non appena il Comune ha avuto necessità di nuovi spazi.

“E dire che le mie sorelle la scorsa primavera erano andate a fare visita in cimitero, proprio qualche giorno prima che la salma venisse spostata”, spiega Marco Sanguettoli, figlio del defunto. Che, assieme ai fratelli e alle sorelle ha inviato una lettera ai giornali locali per denunciare l’accaduto. vista la necessità di nuovi spazi. Dal Comune di Casalecchio, interpellati da ilfattoquotidiano.it, spiegano di avere fatto tutto secondo la legge. Una norma nazionale infatti prevede che l’esumazione possa avvenire dopo 10 anni dalla sepoltura. L’amministrazione spiega che a Casalecchio fino a 6 anni fa non era prevista una modulistica che raccogliesse i dati dei parenti. Da sei anni a questa parte questa modulistica è stata invece adottata, ma essendo il defunto deceduto 13 anni fa, la telefonata per avvisare i parenti non è mai partita. Inoltre i suoi congiunti non erano residenti nel Comune, unico altro requisito previsto dai regolamenti comunali per poter essere cercati e avvisati. “Anche un bambino digitando il nome di mio padre avrebbe visto che compariva il nome dei figli facilmente rintracciabili in elenco telefonico. Ci chiediamo allora quale protocollo amministrativo burocratico possa essere così privo di sensibilità da non prevedere almeno un paio di tentativi di avviso ai familiari?”, hanno scritto nella lettera i figli.

Marco Sanguettoli – che di mestiere fa l’allenatore di pallacanestro e tra i tanti ha scoperto e cresciuto il campione della Nba, Marco Belinelli – riconosce però merito al Comune di Casalecchio sulla vicenda: “In altri cimiteri i resti di mio padre sarebbero stati portati direttamente nell’ossario comune e noi non avremmo potuto fare più nulla per rintracciarli. A Casalecchio per un anno stanno nella camera mortuaria, e così noi abbiamo potuto recuperarli”. “Sono dispiaciuto per l’accaduto, benché tutto si sia svolto a norma di legge”, sottolinea il sindaco Massimo Bosso, che promette un’ulteriore misura perché non avvengano più fatti così spiacevoli. “Abbiamo verificato puntualmente quanto successo e in accordo con i servizi cimiteriali, abbiamo attivato come ulteriore forma di comunicazione in questi casi l’affissione di un avviso vicino alle lapidi dei feretri da esumare per informare gli eventuali congiunti del periodo delle esumazioni e per invitarli a contattare i servizi cimiteriali”.