Un’area estesa 1100 chilometri quadrati è stata deformata dagli ultimi eventi sismici che hanno colpito il centro Italia. Il dato emerge dalle rilevazioni fatte dai satelliti dell’Agenzia spaziale italiana e dal Cnr dopo che nelle scorse ore l’Ingv aveva parlato di 600 km quadrati interessati. L’area di Norcia inoltre risulta spostata di 30 centimetri verso Ovest, mentre quella di Montegallo si è mossa di circa 40 centimetri verso Est. Mentre continua lo sciame sismico, si contano i danni e si cerca di allestire strutture per gli sfollati (oltre 26mila le persone assistite dalla Protezione civile in 4 regioni). Sui crolli avvenuti in Umbria, la Procura di Spoleto ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Non ci sono indagati, ma gli accertamenti sono già stati avviati da qualche tempo per verificare se ci possano essere state eventuali responsabilità per i danni che hanno interessato edifici pubblici e privati. Intanto la terra continua a tremare. Una scossa di magnitudo 4.0 è stata registrata alle 20.37 dall’Ingv nella zona di Perugia, ad una profondità di 8 km. L’epicentro del sisma è stato localizzato a due km da Preci (Perugia).

Nella corsa alla solidarietà, le forze politiche cercano di mantenere lo spirito di cooperazione promesso nelle scorse ore. Per questo il ministro dei rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, in merito alle richieste avanzate in Aula da M5s, Sel e Forza Italia nei confronti di Matteo Renzi, ha fatto sapere che c’è la disponibilità del presidente del Consiglio a riferire alla Camera sulle vicende legate al terremoto. Nel pomeriggio il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha visitato le zone colpite e agli sfollati ha detto: “Prometto impegno e lavoro fino alla fine. Siamo vicini a tutti voi, cercheremo di ricostruire come era prima”. Attualmente oltre 4mila persone sono assistite dalla Protezione Civile in Umbria e fino al 5 novembre compreso le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse.

Asi-Cnr: “Norcia si è spostata di 30 centimetri” – Dalle nuove immagini inviate a Terra dai satelliti Cosmo SkyMed e Sentinel 1 emerge che l’area di Norcia si è spostata di 30 centimetri verso Ovest, mentre quella di Montegallo si è mossa di circa 40 centimetri verso Est. I dati preliminari indicano inoltre che il terremoto ha deformato complessivamente una zona estesa 1.100 chilometri quadrati. Lo rileva una nota di Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr). Combinando le mappe di deformazione ottenute dalle immagini del satellite Sentinel-1, del programma europeo Copernicus, “è stato possibile stimare gli spostamenti sia verticali, sia nella direzione Est-Ovest”, si legge nella nota congiunta di Asi e Cnr. Si evidenziano, prosegue la nota, “due grossi lobi di deformazione orizzontale“: uno con spostamento verso Est all’incirca nell’area di Montegallo (con un massimo di circa 40 centimetri), l’altro con spostamenti verso Ovest centrati nell’area di Norcia (con un massimo spostamento di circa 30 centimetri). I nuovi dati indicano inoltre “significative deformazioni verticali”, di “almeno 60 centimetri” nell’area di Castelluccio e il sollevamento di circa 12 centimetri nell’area di Norcia. Asi e Cnr rilevano infine che “è possibile che gli spostamenti rilevati siano sottostimati anche di un 30%, ma tali effetti saranno corretti grazie alle nuove acquisizioni già previste nei prossimi giorni”, quando dovrebbero arrivare anche i dati del satellite radar giapponese Alos 2.

Secondo l’Istituto di geofisica e vulcanologia, dal 24 agosto i terremoti registrati sono stati oltre 21.600: 615 di magnitudo compresa tra 3 e 4, 40 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 5 quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5. Considerando invece solo il terzo terremoto violento, quello di magnitudo 6,5 del 30 ottobre, le repliche complessive sono state oltre 1.600.

Mattarella: “Siamo vicini a tutti voi, cercheremo di ricostruire come era prima” – Il presidente della Repubblica ha incontrato gli sfollati in Umbria, prima a Norcia e poi nell’area sul lago Trasimeno. “Faremo tutto quello che uno Stato può fare”, ha detto parlando con il sindaco di Norcia Nicola Alemanno. “Partendo dalla basilica di San Benedetto”, ha detto, “lì ricostruiremo Norcia più bella e più sicura”. E a uno degli abitanti che lo ha fermato durante la visita ha detto: “Tornerà come prima, sarà lunga, ma ci vorrà tempo”. In tanti lo hanno avvicinato chiedendogli di non dimenticare la popolazione colpita dal terremoto: “Siamo vicini a tutti voi, cercheremo di ricostruire come era prima”.

Ricostruzione, Renzi: “Regole più semplici sì, ma trasparenza” – Su trasparenza, rapidità e efficacia di messa in sicurezza e di ricostruzione si concentra il governo, peraltro sotto pressione dei sindaci delle decine di Comuni colpiti dai tre terremoti in due mesi tra Umbria, Lazio e Marche. Ieri alcuni di loro avevano sottolineato gli ostacoli burocratici che rallentavano non poco non solo la ricostruzione, ma prima ancora la messa in sicurezza soprattutto degli edifici storici. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi oggi ha confermato la volontà di avere “regole più semplici ma certezza assoluta della trasparenza, con gare monitorate dalla struttura guidata da Cantone e Tronca”. Il presidente dell’Anticorruzione, infatti, sarà affiancato sul monitoraggio degli appalti per i territori colpiti dal sisma dal prefetto Francesco Paolo Tronca. “Il problema non sono i soldi. I soldi ci sono. Tutto quello che servirà per la ricostruzione, dalle case alle chiese, lo mettiamo”, ha detto Renzi a Radio24, “ma bisogna molto seri e applicare il buon senso” ed “evitare che qualcuno ne approfitti” per commettere illeciti. “Hanno ragione i sindaci – ha confermato il capo del governo – che chiedono più libertà nelle procedure e noi ci attrezziamo a dargliela sempre con saggezza e equilibrio perché non possiamo avere la certezza di come si spendono i soldi”. Il problema dei vincoli burocratici riguarda in particolare monumenti, chiese e edifici storici e anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha dato ragione ai sindaci: “Condivido il grido di dolore che arriva dai sindaci esposti in prima linea sul terremoto e che protestano perché alcune cose non vanno – ha detto Franceschini al Corriere della Sera – Nell’imminente decreto legge annunciato dal presidente del Consiglio inseriremo norme straordinarie per i beni culturali. Certe regole troppo vincolanti sono nemiche della necessaria velocità”.

Protezione civile: “Oltre ventiseimila persone assistite in 4 regioni” – Secondo i dati trasmessi dalla Protezione civile nazionale, in totale sono oltre 26mila le persone assistite in 4 regioni. Di queste poco più di 17mila nell’ambito del proprio comune: oltre 15mila in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc, 1.800 invece in strutture alberghiere o agriturismi sul territorio. Sono, poi, oltre 8mila gli sfollati accolti presso le strutture alberghiere: di questi oltre 7mila sono alloggiati lungo la costa adriatica mentre un migliaio sono stati destinati ad altre strutture ricettive individuate in Umbria. Infine, oltre 900 persone fra Lazio, Marche e Umbria sono state sistemate in tenda. Nella Regione Marche sono circa 20.500 gli assistiti: circa 12.500 in strutture di prima accoglienza organizzate a livello comunale, meno di dieci in tenda, poco più di 1.000 in strutture ricettive sul territorio e 6.900 negli alberghi della costa. In Umbria sono oltre 4.300 gli assistiti: circa 2.200 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, oltre 800 in tenda, oltre 300 in strutture ricettive sul territorio e circa 1.000 negli alberghi in altre località della regione. Nella Regione Lazio sono oltre 800 gli assistiti: 170 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, quasi 100 in tenda, poco più di un centinaio in strutture ricettive sul territorio e poco meno di 500 negli alberghi della costa adriatica. Nella Regione Abruzzo, infine, sono oltre 600 gli assistiti, più di 300 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, e quasi 300 in strutture ricettive in ambito comunale e una trentina in hotel sulla costa adriatica. La protezione civile ricorda che i dati sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento.