E’ come se fosse venuta giù l’intera città, dice un assessore, Giuseppina Perla. Norcia aveva resistito al terremoto del 24 agosto, ne avevano parlato tutti i giornali come l’esempio virtuoso di un paese ricostruito per bene. Questa volta, però, il sisma più forte in Italia da 36 anni ha colpito il paese umbro al cuore e ha norcia-2sbriciolato i suoi simboli: la Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria argentea, entrambe crollate. Sono rimaste in piedi parte delle facciate e delle strutture. “Notizie drammatiche” le ha definite la presidente della Regione Catiuscia Marini. E’ sfregiato il volto dell’Umbria – oltre a Norcia, anche Cascia – che ha buttato giù case e chiese, ma anche le antiche mura che circondano la città. Erano già state danneggiate dalle precedenti scosse: ora presentano delle aperture ed anche alcuni torrini sono crollati. “E’ stata come un’esplosione, che non finiva mai” racconta il vice sindaco Pietro Luigi Altavilla. “Siamo letteralmente in ginocchio – aggiunge – è una situazione durissima per chi vive come noi di turismo. Tutto il centro storico è stato evacuato. Non so quando sarà possibile rimetterlo in piedi”.

Le scosse hanno dato il colpo di grazia anche alla chiesa di San Francesco. Edificata interamente in pietra bianca intorno al 1385 dai francescani, e distrutta e ricostruita dopo il terremoto del 1859, rappresentava uno degli edifici in stile gotico più rappresentativi del territorio. Il frontone era abbellito da un rosone ricco di ornamenti. Non più impiegata per le funzioni religiose era stata adibita ad auditorium e conservava resti di affreschi del XV e XVI sec. All’interno, nei locali dell’ex convento, era ospitata la biblioteca civica e l’archivio storico comunale composto da oltre 1.200 pezzi.

E ancora: a simbolo si aggiunge simbolo perché a crollare è stata anche la chiesa di Santa Rita. La facciata, nel centro storico, era costruita con pietre provenienti da edifici distrutti dai sismi del diciottesimo secolo.  I crolli sono proseguiti a distanza di 5, 6, 7 ore. I vigili del fuoco hanno evacuato tutto il centro storico.

Il vicepriore: “Ci affidiamo alle preghiere”
Subito dopo la scossa i frati benedettini di Norcia si sono messi in ginocchio davanti alla statua di San Benedetto a Norcia con accanto i cittadini impauriti. “Noi monaci stiamo tutti bene – dice il vicepriore, padre Benedetto – ma i nostri cuori vanno subito a chi è stato colpito e i frati del monastero cercano di capire se qualcuno ha bisogno dell’estrema unzione”. “Ci affidiamo come sempre alle vostre preghiere e al vostro supporto”, ha aggiunto. Padre Benedetto ha postato su twitter la foto della basilica crollata: “Che questa immagine serva ad illustrare la potenza del terremoto e l’urgenza che noi monaci sentiamo nell’andare in soccorso di chi ha bisogno dei Sacramenti in questa difficile giornata per l’Italia”.

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Suore in fuga da un convento, una presa in braccio dai pompieri
Sempre SkyTg24 ha anche raccontato la fuga di un gruppo di suore che ha raggiunto piazza San Benedetto. Una di loro che viene soccorsa e presa in braccio dai vigili del fuoco, per portarla al sicuro in piazza sotto la statua di San Benedetto, dove già i frati benedettini stavano pregando in ginocchio. Il gruppo di suore si vede emergere dalla nube di polvere sollevata dalle maceria della basilica appena crollata, nella via che divide la chiesa dalla sede municipale di Norcia. La più giovane di loro arriva correndo in piazza, le altre la seguono affannate: una, la più anziana del gruppo, non ce la fa a passare sopra le pietre e i calcinacci caduti, ma i pompieri la sollevano e la portano a braccia verso la parte più aperta e sicura della piazza. Il monastero delle monache clarisse è a circa 200 metri dalla basilica. I nursini definiscono queste suore di clausura “le monache di santa pace”, proprio perché l’edificio sacro che le ospita è dedicato a Santa Maria della Pace. Una di loro a Sky racconta: “Dopo il terremoto le suore sono uscite fuori tutte. E questa è una buona notizia”. “Vogliamo tornare nel nostro convento – ha detto la clarissa – ma non sappiamo quando questo sarà possibile”.

La foto della basilica fa il giro del mondo
La foto drammatica della Basilica San Benedetto a Norcia crollata e distrutta diventa il simbolo della tragedia che sta colpendo il Paese, campeggiando su moltissimi siti dei media internazionali. Bbc e Cnn la mettono in apertura, così come lo spagnolo El Pais, il Teleraph o Russia Today. Anche l’Abc mostra la foto in apertura del suo sito, accompagnata da un’altra immagine della Basilica prima del sisma, mentre il Daily Star apre con un video del crollo di San Benedetto.

La storia della basilica del XIV secolo
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La basilica, di cui dopo la forte scossa di stamani rimane in piedi soltanto la facciata, sorgeva su quella che secondo la tradizione era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica, nati nel 480 d.C. da una nobile famiglia, come riferisce san Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Nel giugno del 1966 papa Paolo VI l’ha elevata alla dignità di basilica minore.

La facciata, il portale laterale e la base del campanile appartengono alla fine del XIV secolo. I muri laterali sono stati ricondotti ad un’altezza unica durante il restauro che finì nel 1958; si demolirono allora le volte a vela del portico laterale e si mise in luce il portale a sesto acuto assieme alle strutture di tre finestre superiori appartenenti alla fabbrica trecentesca. Il portico delle Misure fu addossato alla fiancata destra della chiesa verso il 1570 per volontà del Comune e delle autorità ecclesiastiche, con lo scopo di creare una specie di mercato coperto dei cereali. La fiancata oltre il campanile, in corrispondenza del transetto era stata rinforzata da una speronatura entro la quale si apriva un’edicola con affresco raffigurante la Madonna con Gesù Bambino di  unpittore tardogotico.

norcia-5La basilica è a forma di croce latina, con un’unica navata. L’abside e la calotta sono all’incrocio del transetto e si presentano nelle forme della ricostruzione settecentesca. Con i restauri degli anni ’50 è ricomparso in alto l’arco trionfale trecentesco, unico indizio superstite della navata gotica. In occasione dei lavori giubilari del 2000, importanti modifiche sono state apportate all’interno della basilica: la pavimentazione, l’altare maggiore, il nuovo accesso alla cripta, la sistemazione dell’area archeologica sottostante, i lavori di adeguamento dell’ex monastero benedettino. Dal 2 dicembre 2000 era amministrata dalla comunità benedettina Maria Sedes Sapientiae, guidata da padre Cassian Folsom.

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