Molte persone in varie occasioni hanno scritto in materia di vaccini attribuendomi, anche tramite parziali e quindi infedeli citazioni di miei scritti, idee che non mi appartengono. Talvolta le mie parole sono state equivocate in modo sorprendente. In sintesi, mi vedo attribuita una definizione che respingo fortemente, quella di “antivaccinista”.

Colgo pertanto questa occasione per esprimere chiaramente il mio pensiero.

Sappiamo tutti che i vaccini, se usati adeguatamente, sono molto utili per ridurre nel ricevente la probabilità di ammalarsi di alcune specifiche patologie infettive. Sappiamo inoltre che i vaccini svolgono un’azione protettiva, oltre che sul singolo, anche sulla popolazione. Si comprende quindi perché il nostro Ministero della Salute e le Agenzie Internazionali di Controllo e Prevenzione delle malattie raccomandino le vaccinazioni pediatriche, come effettivamente accade in tutti Paesi del Mondo.

È noto altresì che la stragrande maggioranza dei bambini, trovandosi in buona salute, quando viene vaccinata non presenta reazioni avverse obiettivabili e quindi non evidenzia danni vaccinali.

I miei pazienti sanno che, al fine delle loro decisioni, io stesso consiglio la vaccinazione in tutti i casi in cui non sussistano controindicazioni particolari, come quelle che possono emergere durante una accurata visita medica, o all’esito di eventuali esami ematochimici, una volta considerati anche tutti i fattori che influenzano la salute nella sua globalità.

Sulle questioni di carattere medico-tecnico a monte di tali decisioni, non sono consentite superficiali generalizzazioni in senso indiscriminatamente “antivaccinista” (e nemmeno “provaccinista”), anzitutto perché si tratta di questioni che si proiettano verso il caso singolo e si correrebbe quindi il rischio di trattare in modo uguale casi diseguali.

In definitiva, quel che io raccomando è sempre un’adeguata personalizzazione del trattamento, in modo da valutare correttamente ogni singolo soggetto, anche in ottemperanza a un doveroso principio di prudenza che è imposto alla mia professione.

Ai miei pazienti spiego l’importanza di impostare una corretta igiene di vita, perché, oltre ai vaccini, alla personalizzazione in funzione preventiva collaborano utilmente molti altri interventi, da considerare come integrazioni e non come sostituti dei vaccini – si tratterebbe di scorrette generalizzazioni che creano informazioni non vere e pericolose. Le vaccinazioni stimolano una risposta immunitaria specifica e mirata al germe contro cui vengono utilizzati. Una corretta igiene di vita, con utilizzo di nutraceutici (cioè sostanze ad azione nutritiva e riequilibrante le funzioni dell’organismo), è utile per stimolare l’immunità aspecifica.

Con queste mie precisazioni spero di impedire che in futuro certi miei scritti apparsi con strumenti telematici vengano così male equivocati e deformati, sicché nei limiti del possibile ne sto cancellando alcuni, perché preferisco limitare la mia sfera personale piuttosto che essere indebitamente strumentalizzato tramite interpretazioni tanto fantasiose quanto rischiose per la salute.

Mi auguro in conclusione che ciò che dico e faccio da molti anni nell’esercizio della professione medica sia sempre inteso alla luce di questo mio chiarimento degli equivoci altrui.