Duecentomila euro: a tanto ammonta la multa dell’Antitrust a Telepass s.p.a per aver attivato un servizio che, senza ottenere il preventivo consenso degli abbonati, ha di fatto causato un raddoppio del canone. Lo rende noto la stessa Autorità garante della concorrenza, che in un comunicato informa di aver chiuso il procedimento istruttorio e spiega nel dettaglio i motivi della sanzione. Telepass, società controllata da Autostrade per l’Italia, dal primo gennaio 2016 ha proceduto all’unificazione dei servizi Opzione Premium, che prevedeva l’assistenza per i clienti solo in autostrada, e Opzione Premium extra, che invece era attivo sull’intera rete stradale. In sostanza, tutti i sottoscrittori del contratto Opzione Premium si sono ritrovati abbonati al servizio Opzione extra. Ma al contempo, saranno costretti a pagare, dal primo gennaio prossimo, un canone raddoppiato: non più 0,78 euro, ma 1,50 euro mensili. Il tutto senza che venisse rispettato il cosiddetto meccanismo dell’opt-in, cioè senza che ai clienti fosse domandato preventivamente un consenso esplicito: Telepass si è invece limitata a prevedere una tacita adesione, pur mantenendo la possibilità per gli interessati di formalizzare, entro 60 giorni, un espresso recesso dal contratto (opt-out).

“La condotta,  realizzatasi attraverso la comunicazione di una proposta di modifica unilaterale del contratto, non è risultata rispettosa – spiega l’Antitrust – dei canoni di diligenza esigibili da un operatore quale Telepass, ed è stata in grado di condizionare indebitamente le scelte economiche dei consumatori. La proposta, infatti, non specificava in modo chiaro – prosegue il comunicato – il contenuto e la natura del nuovo servizio offerto ai propri clienti”. Questi ultimi, secondo il garante, erano peraltro “indotti a ritenere, contrariamente al vero, che l’eventuale recesso avrebbe comportato anche la rinuncia al servizio di pagamento automatizzato del pedaggio autostradale tramite l’apparato Telepass”. Ed è per questo che l’Antitrust ritiene che la società, con riguardo ai contratti sottoscritti a partire dal 13 giugno 2014, abbia violato anche l’articolo 65 del Codice del consumo: norma che, ricorda il garante, impone ai professionisti l’obbligo di ottenere “un consenso espresso e consapevole dai consumatori prima di fornire loro un nuovo servizio quando questo comporti un pagamento supplementare”.

La sanzione, precisa infine l’Antritrust, ha tenuto comunque conto della volontà di Telepass di rimediare parzialmente all’errore commesso. La società, infatti, “a partire dal prossimo mese di dicembre, attuerà un meccanismo di opt-in, tale da permettere una scelta consapevole dei consumatori circa l’attivazione del nuovo servizio”.