Era iniziata questa mattina alle 7 e doveva durare 11 ore. La nuova tregua che doveva fermare gli scontri armati ad Aleppo est è stata violata e, secondo alcuni media russi, a infrangerla sono stati i miliziani anti-Assad. “Terroristi” hanno aperto il fuoco con mortai e armi portatili contro il corridoio umanitario del quartiere Bustan al Qasr dove, scrive Ria Novosti, almeno sei proiettili sono esplosi. Colpi sarebbero stati esplosi anche ad un posto di controllo della “pausa umanitaria” da una distanza di “650 piedi”. Si tratta della prima violazione della “tregua” proclamata in maniera unilaterale da Mosca e Damasco, se resterà in vigore, nelle intenzioni dei promotori i “terroristi” avranno la possibilità di arrendersi e di uscire dai quartieri a est di Aleppo e i civili, in particolare i malati e i feriti, potranno lasciare la zona grazie all’intervento della Mezzaluna rossa siriana e alle agenzie dell’Onu.

Non è la prima volta che viene infranta una tregua per sostenere la popolazione civile della città. Un accordo raggiunto tra Stati Uniti e Russia prevedeva un’interruzione dei combattimenti a partire dal 12 settembre, e per almeno una settimana. Nonostante la violazione del cessate il fuoco, Mosca ha acconsentito ad estendere di tre giorni la tregua appena entrata in vigore. A sostenerlo è stato il responsabile per gli Affari umanitari dell’Onu, Jan Egeland, aggiungendo che la Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa e le Nazioni Unite potranno cominciare ad evacuare la popolazione civile a partire da domani, in quanto sono state appena ricevute dalle parti coinvolte nel conflitto le garanzie di sicurezza necessarie per le attività umanitarie. Operazioni, va detto, che saranno comunque molto difficili, ha precisato Egeland. “Questa è la Siria. Qualsiasi cosa può andare storta ad ogni occasione utile”, ha avvertito il consigliere dell’inviato Onu per la Siria Staffan de Mistura. A conferma della volontà russa di prolungare il cessate il fuoco è lo stesso presidente Vladimir Putin che – secondo quanto ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov – “senz’altro il prolungamento della pausa umanitaria” ad Aleppo “è auspicabile, ma solo nel caso in cui questa pausa non sia usata per rafforzare, riarmare e rifornire i terroristi”.

Le Nazioni Unite stimano che siano circa 200 le persone ferite e malate che necessitano di lasciare con urgenza la zona controllata dai ribelli. Secondo l’Onu nei quartieri in mano all’opposizione vivono circa 275mila persone.

Ancora attacchi tra le forze del regime siriano e i ribelli – Si sono verificati questa mattina nuovi scontri tra la zona occidentale in mano alle truppe fedeli al presidente Bashar Al Assad e quella orientale controllata dai ribelli. In particolare, gli scontri a fuoco si sono registrati vicino a uno dei corridoi individuati dai russi per far uscire dalla città civili, feriti e ribelli. “I soldati del regime hanno iniziato a usare i loro cecchini, che hanno sparato contro le zone di Bustan al-Qasr e Salaheddin, e solo dopo noi abbiamo risposto al fuoco”, ha detto Yasser al Youssef del gruppo di ribelli Noureddine al Zinki citato dalla Dpa.

Invece l’agenzia di stampa ufficiale siriana ha riferito che a sparare sono stati per primi i cecchini dei ribelli, che hanno attaccato “la zona del corridoio umanitario”. Secondo l’agenzia Ria Novosti considerata vicino al Cremlino, citando alcuni abitanti, gli jihadisti del Fronte Fatah ash-Sham, ex al-Nusra, “minacciano di sparare ai civili che vogliono lasciare la città attraverso i sei corridoi umanitari” aperti per la tregua umanitaria ufficialmente ancora in corso.

La Siria autorizza missione egiziana per aiutare la popolazione – Il governo siriano ha dato autorizzazione al Cairo, attraverso la sua missione a Damasco, a mediare con le agenzie delle Nazioni Unite che operano nella capitale e le autorità locali per “alleviare le sofferenze dei civili ad Aleppo”. L’obiettivo è fornire aiuti umanitari alle zone colpite ed evacuare, in particolare, i feriti e gli anziani. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Abu Zeid, stando all’agenzia Mena.

Un accordo è stato raggiunto per inviare l’incaricato d’affari egiziano a Damasco, Mohamed Selim Tharwat, ad Aleppo per visionare l’evacuazione, ha aggiunto il portavoce. Abu Zeid ha sottolineato che il presidente Al-Sisi mira a risolvere la crisi siriana, alleviando le sofferenze dei cittadini colpiti da cinque anni di guerra. Intanto, elicotteri dell’esercito siriano fedele ad Assad hanno lanciato centinaia di migliaia di volantini sulle zone controllate dai ribelli, con le istruzioni per poter lasciare la città. Lo ha detto una fonte militare a condizione di anonimato alla Xinhua. Nelle mappe vengono evidenziate sei strade per i civili intenzionati a lasciare la zona orientale di Aleppo in mano ai ribelli per quella occidentale controllata dal regime di Damasco, e due strade per i ribelli che vogliono lasciare la città per recarsi in aree della periferia controllate dall’opposizione.

Merkel: “Ue non si privi dell’opzione di sanzioni più pesanti alla Russia” – In vista del vertice di oggi e domani a Bruxelles, secondo la cancelliera tedesca l’Unione europea deve mantenere aperta l’ipotesi di un inasprimento delle sanzioni contro Mosca, anche se al momento la priorità è per la drammatica situazione umanitaria ad Aleppo. Lo ha detto a margine della conferenza di questa notte dopo il lungo vertice con Vladimir Putin e Francois Hollande, secondo quanto riferisce la Dpa. “Non bisogna privarsi dell”’opzione”, ha detto testualmente Fau Merkel. Sempre secondo quanto riferisce l’agenzia, il presidente francese ha ribadito che dell’argomento si parlerà anche al vertice Ue, aggiungendo però “di non poter anticipare quali decisioni verranno prese”. Dopo quanto riportato dalla Dpa, il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha messo in guardia contro le “forti dichiarazioni alla stampa o minacce di sanzioni” che, afferma, “non aiutano nessuno, nessun bambino, madre, ferito, malato che ha bisogno ad Aleppo di pane o di cure mediche”.