Attimi di paura oggi nella metro B di Roma dove l’anta di una porta si è staccata da un convoglio, mentre era in arrivo alla banchina della stazione Piramide in direzione Laurentina. Due viaggiatori sono rimasti contusi mentre un terzo sotto choc. L’Atac ha avviato un’indagine interna per verificare le cause dell’incidente, mentre l’assessora alla Mobilità Linda Meleo ha accusato inizialmente la scarsa manutenzione fatta in questi anni: “Faremo luce sull’episodio”, ha scritto su Facebook. “Quello che è successo è inaccettabile per noi. Di certo è che noi vogliamo fare luce sull’episodio e nel caso ci fossero delle responsabilità qualcuno dovrà risponderne”.

In serata poi sempre in un post su Facebook, l’assessore ha precisato:”Da una prima ricostruzione sembrerebbe che qualcuno abbia azionato intempestivamente il freno di emergenza. Questo ha causato la fuoriuscita delle porte di circa 5 cm rispetto la sagoma del vagone. Una delle ante, fuoriuscendo, ha incontrato un ostacolo e per questo si è staccata. Non si è trattato quindi di un problema legato alla manutenzione ma ho comunque chiesto ad Atac che sia avviata una revisione delle porte dei treni delle metro così come già fatto per la Roma-Lido”.

La fidanzata di un viaggiatore rimasto ferito ha raccontato la dinamica dell’incidente: “Il mio ragazzo”, ha detto, “è vivo grazie ad alcune signore. La metro non passava da venti minuti. La banchina era piena e quando il treno è arrivato è stato preso d’assalto e il mio ragazzo è stato l’ultimo a salire. E’ rimasto quindi attaccato alle porte. A un certo punto l’anta ha ceduto e gli è caduta in testa. Alcune signore lo hanno trattenuto per non farlo cadere”. L’azienda ha parlato di “limitate conseguenze”: “Il treno stava uscendo dalla galleria quando, per cause ancora da precisare, è avvenuto il distacco. Limitate le conseguenze sia per i passeggeri che per il servizio. Il servizio non è mai stato interrotto. Il treno è stato condotto al deposito per le verifiche di rito”.

Secondo la ricostruzione di un secondo testimone, in un primo momento i passeggeri hanno temuto che si trattasse di un attentato: “Ho sentito un gran botto”, ha detto, “e ho temuto un attentato. Quando ho visto che eravamo tutti vivi mi sono accorta che la porta non c’era più e il ragazzo che avevo davanti si teneva la testa. Senza pensarci, mi sono assicurata con una mano a un palo e con l’altra ho afferrato il ragazzo che stava per cadere anche per colpa del vento, visto che la vettura camminava ancora.  Sono rimasta con il ragazzo, aveva male alla testa ed era spaventato, e una signora ci ha portato del ghiaccio”.

Sull’episodio poi è intervenuto anche Carlo Rienzi, presidente di Codacons: “Non vogliamo pensare a cosa sarebbe potuto accadere se il convoglio avesse perso la porta in condizione di treno sovraffollato e in un tratto ad elevata velocità. Ora vogliamo che si faccia luce sull’episodio e sulle responsabilità connesse al distaccamento dell’anta, e soprattutto sul livello di sicurezza delle metropolitane romane. In tal senso chiediamo alla Procura di Roma di aprire una apposita indagine, accertando a 360 gradi l’attività di manutenzione svolta sui treni delle linee metropolitane e le cause che hanno portato al grave incidente odierno”.