Il Monte dei Paschi di Siena ha patteggiato una sanzione di 600mila euro e una confisca di 10 milioni nel procedimento per le vicende relative ai derivati AlexandriaSantorini, il prestito Fresh e la cartolarizzazione di operazioni immobiliari Chianti Classico, con cui secondo l’accusa sono state occultate le perdite dopo l’acquisto da parte della banca senese di Antonveneta indicando centinaia di milioni di euro di utili inesistenti. La richiesta di patteggiamento presentata dall’istituto a luglio, quando Mps aveva annunciato di aver raggiunto un accordo con i pm Giordano Baggio, Mauro Clerici e Stefano Civardi, è stata ratificata dal gup di Milano, Livio Cristofano, che nei giorni scorsi ha anche mandato a processo 16 imputati, tra cui gli ex vertici di Rocca Salimbeni Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e l’ex responsabile dell’area finanza Gianluca Baldassarri.

La banca senese era imputata per la violazione della legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società per reati commessi dai propri dipendenti nell’ambito dell’inchiesta sull’istituto bancario per le operazioni Fresh 2008, Santorini e Alexandria e la cartolarizzazione Chianti Classico. In sostanza, secondo l’accusa, Rocca Salimbeni non avrebbe adottato le procedure per evitare che i manager dell’epoca commettessero i reati contestati, a vario titolo, in concorso con altri imputa

Con il patteggiamento la banca esce dal procedimento che coinvolge ancora 13 imputati tra società e persone, per i quali il processo comincerà il prossimo 15 dicembre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Il processo riguarderà anche, tra gli altri, Nomura International Plc, Deutsche Bank e la sua filiale londinese. Le accuse, a vario titolo, sono di falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza.