Sophia, un robot umanoide chiacchiera con il giornalista Charlie Rose. Fa battute, risponde alle domande e formula congetture. Una roba da film di fantascienza, ma non si tratta di finzione. E’ la realtà, accade oggi e il risultato è tutt’altro che scontato. Il creatore David Hanson ha sviluppato il progetto nei minimi dettagli, compresi quelli estetici, perché è convinto che la gente sarà più disposta ad interagire con l’intelligenza artificiale se questa avrà sembianze umane. Nelle intenzioni di Hanson Sophia deve essere un robot saggio, e lo sarà sempre di più, anche se la strada è ancora lunga. A volte è in grado di rispondere proprio come farebbe un umano, altre volte non coglie le sfumature. Ovviamente Sophia è stata programmata, ma Hanson spiega che è in grado di sviluppare risposte autonome basandosi su un algoritmo. Alla fine dell’intervista il giornalista Charlie Rose spiega che ha provato a dialogare come se di fronte avesse un umano pensante e, sebbene vi siano stati degli scambi sbalorditivi, al momento l’aggettivo “artificiale” riferito alla sua intelligenza è ancora pienamente giustificato