O si fa pulizia” o tutti i sindaci del Movimento Cinque Stelle usciranno dall’Anci. A dirlo, all’assemblea dell’Associazione nazionale dei Comuni di Bari, è il primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin, a nome di tutti i suoi colleghi del M5s. “L’associazione – ha spiegato Nogarin – è diventata specchio degli stessi mali del Paese e ora lei eredita un peso che è parte di quel risanamento che vogliamo vedere adesso”. In sostanza “o si smette un atteggiamento subalterno al governo o ce ne andremo: vanno eliminate le sacche di spreco“. Nogarin, che ha letto un documento concordato con gli altri sindaci grillini, ha anche chiesto al presidente neoeletto dell’Anci, Antonio Decaro (Bari), che un sindaco abbia una delega alla trasparenza dell’associazione. Decaro ha rilanciato proponendo una commissione trasparenza, all’interno della quale possano sedere anche i sindaci M5s. Si tratta di un dialogo difficile da avviare dopo che i delegati M5s si sono astenuti sulla candidatura dello stesso Decaro. “Il cambiamento che è stato avviato dal mio predecessore Fassino, si fa dall’interno, si fa insieme. C’è da stabilire nuove regole? Lo si fa insieme, confrontandosi con il governo, con le forze politiche. C’è bisogno più trasparenza? Facciamo una commissione trasparenza con i sindaci M5s. C’è bisogno di controllare i conti? Facciamolo insieme. Se non staremo uniti non saremo più forti di fronte ai cittadini e al governo”.

Nel suo intervento Nogarin aveva detto che i sindaci M5s saranno i “controllori” della presidenza Decaro: “Chiederemo conto di ogni centesimo che spenderemo nell’Anci” ha spiegato dal palco, aggiungendo che i primi cittadini del Movimento vorranno “essere presenti alla discussione sul bilancio ed essere presenti alle decisioni. Altrimenti ce ne andremo in blocco”. “La legge di bilancio è il suo banco di prova – ha detto ancora Nogarin dopo avere elencato una serie di punti programmatici – Questo è il nostro sostegno propositivo alla associazione se saprà esprimere questo cambiamento”.

Decaro ha replicato spiegando di essere “convinto della necessità che abbiamo tutti di stare dalla stessa parte e di portare avanti gli interessi dei concittadini senza distinzioni politiche o geografiche”. Decaro ha definito l’Anci un “sindacato delle comunità dei cittadini. Tutti gli spunti saranno accolti e presi in considerazione. Ma le regole d’ora in avanti dovranno essere chiare e rispettate da tutti”. “Da oggi inizia il confronto serrato con il governo, le forze politiche e i gruppi parlamentari – ha concluso il presidente dell’Anci – Se non saremo uniti però non lo saremo neanche di fronte al governo nazionale”.

In precedenza il sindaco di Bari si era rivolto direttamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Vorremmo essere più autonomi anche nelle nostre scelte, una per tutte quella del personale, con lo sblocco del turnover, noi vorremmo stabilire una soglia all’interno della spesa corrente e all’interno di quella soglia credo che l’amministrazione comunale debba essere assolutamente libera. Ma su questo ieri dal presidente del Consiglio non abbiamo avuto risposte“. Dal premier – ha aggiunto – “sono state date risposte positive su alcune figure che sono dello Stato, infermieri e forze dell’ordine che fanno in alcuni territori, il mio in particolare, un lavoro assolutamente straordinario”, ma non sulle assunzioni nei Comuni, ha ribadito.

Nel confronto interno all’Anci, invece, si fa avanti il “battitore libero” Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, che si dice pronto a dare “una mano forte sul piano sostanziale e formale” all’associazione, anche accettando l’incarico di vice se Decaro vorrà costruire un’assemblea dei sindaci “non subalterna al governo nazionale” e che “finalmente costringa il governo a interrompere le politiche di strangolamento”. Se questa sarà “la strada” allora “io ci sto”, ha detto De Magistris a chi gli chiedeva se fosse disponibile a essere il vicepresidente dell’Anci: “Non sono uno di quelli che fuggono perché le cose non vanno”.