“La verità è che i migranti danno fastidio perché è gente povera. In fondo stiamo assistendo a una lotta di classe, dove i ricchi cercano di eliminare gli altri o tenerli in riserve, comunque allontanati, che non diano fastidio”. Mauro Armanino classe 1952, a 24 anni parte volontario in Costa d’Avorio. Conosce la Società per le Missioni Africane, nell’84 riceve l’ordinazione. Negli anni ’90 passa diversi anni in Argentina e poi in Liberia. Dopo quattro anni ‘in missione’ nel centro storico di Genova, dal 2011, Mauro Armanino vive a Niamey, in Niger, per ascoltare, informare, sostenere e tutelare i migranti che cercano di raggiungere l’Europa o fanno il loro ritorno. Blogger per ilfattoquotidiano.it dal 2013, gli abbiamo rivolto la domanda più classica della retorica populista “Perché non se ne stanno a casa loro?”. “La maggior parte delle migrazioni avviene all’interno della stessa Africa occidentale, solo in pochissimi tentano di arrivare in Europa, anche perché gli stati tentano di ostacolarli in tutti i modi. Se volessimo davvero ‘aiutarli a casa loro’ – aggiunge padre Mauro – dovremmo cambiare completamente le nostre politiche, il nostro sguardo e le nostre cooperazioni, spesso bidoni. Dopo la violenza del colonialismo, i paesi dell’Africa occidentale stanno subendo gli effetti della globalizzazione che porta aziende da tutto il mondo a fare i propri affari qui, lasciando agli africani solo le briciole”. Che fare? “Intanto garantire il diritto a partire, seguendo le leggi non potrebbe partire nessuno, non gli resta altro che affidarsi ai trafficanti, e poi bisognerebbe iniziare a considerarli come delle persone autonome e responsabili, non come vittime incapaci di autodeterminarsi. Ben venga se al loro arrivo riescono a scuotere un po’ di coscienze”  di Pietro Barabino