Veto della Russia in Consiglio di Sicurezza Onu sulla bozza di risoluzione francese (condivisa da 40 Paesi, tra cui l’Italia) che chiedeva l’attuazione immediata del cessate il fuoco e lo stop ai bombardamenti aerei ad Aleppo, in Siria. Dal 2011 è la quarta volta che Mosca blocca con il veto una risoluzione sulla Siria. Il documento ha ottenuto 11 voti a favore, 2 contrari (incluso il veto della Russia), e 2 astensioni (tra cui la Cina).

Il testo, che ha richiesto giorni di negoziati, proponeva a tutte le parti di facilitare la distribuzione di aiuti umanitari nelle zone assediate del Paese e sollecitava il rafforzamento dei meccanismi per garantire che la tregua venisse rispettata. Già prima del voto Mosca aveva fatto sapere di considerare questa proposta “ostile” e “inaccettabile”. L’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, ha aveva spiegato che la proposta della Francia includeva elementi ritenuti “nocivi”: “Oggi si vota su due bozze di risoluzione sulla Siria, e sappiamo che nessuna verrà adottata. Questa perdita di tempo è inaccettabile”.

Bocciato anche il testo russo che chiedeva il ristabilimento immediato del cessate il fuoco in Siria in base al passato accordo raggiunto fra Mosca e Washington ma non faceva menzione di mettere fine ai bombardamenti e i sorvoli militari ad Aleppo (4 voti a favore, 9 contrari, e 2 astensioni). Mosca chiedeva anche che ci si concentrasse sulla recente proposta dell’inviato speciale Onu per la Siria, Staffan de Mistura, di offrirsi come “scudo umano” per consentire ai militanti di al-Nusra di abbandonare Aleppo e dirigersi nella provincia di Idlib. In una conferenza stampa, De Mistura aveva infatti dichiarato che se i militanti islamisti avessero lasciato la città il regime siriano e i suoi alleati avrebbe dovuto cessare i raid garantendo la presenza di personale dell’Onu per verificare la situazione e distribuire aiuti umanitari.

Prima della votazione il presidente François Hollande aveva avvertito Mosca: se porrà il veto alla risoluzione francese allora “si renderà responsabile della continuazione delle violenze”. Senza mai citare la Russia, Hollande aveva infatti fatto sapere che “un Paese che pone il veto a questa risoluzione sarebbe screditato davanti a tutto il mondo”. “Se non facciamo qualcosa, Aleppo sarà presto in rovina e rimarrà nella storia come la città dove gli abitanti sono stati abbandonati ai loro carnefici”, aveva dichiarato il ministro degli esteri francese, Jean-Marc Ayrault, presente in Consiglio di Sicurezza Onu per il voto delle due bozze di risoluzione rivali, francese e russa.

Dalla fine della tregua, lo scorso 19 settembre, almeno 497 civili sono morti ad Aleppo, tra cui 90 bambini e 40 donne, mentre oltre 1.200 persone sono rimaste ferite, secondo i dati resi noti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.