“Sarebbe ipocrita negarlo: in questi mesi abbiamo avuto delle difficoltà. Ma ci hanno aiutato a crescere”. Per la prima volta dopo settimane di polemiche e tensioni, Virginia Raggi ammette che la sua esperienza in Campidoglio non è iniziata nel migliore dei modi. “In questi tre mesi abbiamo avuto modo di crescere, di rafforzare il gruppo e di imparare. È chiaro, nessuno di noi tranne pochi che erano stati all’opposizione, aveva mai fatto questo fino ad ora, ma stiamo affrontando tutto questo con grande determinazione”. L’occasione è la presentazione in consiglio comunale dei due nuovi assessori al Bilancio e alle Partecipate, Andrea Mazzillo e Massimo Colomban. Loro debutteranno insieme ufficialmente solo nel pomeriggio, in una conferenza stampa congiunta. Ma già la loro presenza basta a rasserenare l’ambiente. Volti più distesi, toni propositivi, a partire proprio dalla prima cittadina. Quasi un sospiro di sollievo collettivo: l’impressione è che il governo a 5 stelle della Capitale cominci (o ricominci) solo oggi.

Video di Irene Buscemi

Sarebbe esagerato parlare di “Raggi bis” (pure un po’ paradossale, visto che dalle elezioni di giugno sono passati solo pochi mesi, anche se sembra un’eternità). Certo le due nomine mettono un punto all’incertezza generata dalle dimissioni di Marcello Minenna e dalla revoca di Raffaele De Dominicis, che avevano frenato l’azione della Giunta. Paralizzato no, perché come tiene a precisare la sindaca nel suo intervento in aula “in queste settimane non siamo stati fermi: le Commissioni e i funzionari hanno continuato a lavorare sui temi, che non ci colgono impreparati”. Ma ovviamente senza i due assessori non si poteva procedere a quei provvedimenti sempre più urgenti che attendono il governo capitolino: la manovra di assestamento e soprattutto il bilancio di previsione per il prossimo anno entro il 31 dicembre da una parte, la riorganizzazione della “giungla delle municipalizzate” (come la definisce la Raggi), su cui il gruppo 5 stelle ha già cominciato a stendere delle linee guida che passeranno ora nelle mani di Colomban.

La squadra finalmente è al completo. E poco importa che l’uomo dei conti non sia il grande nome esterno di garanzia che auspicavano nel Movimento, ma “il mio capo di staff… anzi, ex”, si corregge in un attimo di confusione la sindaca nel presentare Mazzillo. Scivola in secondo piano persino la sua passata militanza fra le fila del Partito democratico, subito fatta notare al nuovo assessore: “Ma noi non eravamo compagni di partito?”, chiede la capogruppo Pd, Michela Di Biase. “Ci avvaliamo di tutte le persone che vogliono portare avanti i nostri obiettivi, non bisogna affezionarsi a ex o non ex”, risponde a distanza da Montecitorio anche Luigi Di Maio. Storia chiusa. Mazzillo entra subito nel merito, parla dei conti che “non sono in ordine, soprattutto per quanto attiene ai rapporti tra l’ente centrale e le società partecipate”. “È anche per questo che il M5s ha vinto e su questo interverremo”. Colomban parlerà nel pomeriggio, la Raggi soddisfatta rivendica la loro scelta e anche il tempo che ci è voluto: “Tanto, ma è servito anche per scegliere le persone che gli affiancheranno in questo difficile compito”. Il suo governo riparte da qui. Persino l’opposizione augura buon lavoro. “Purché di lavoro si tratti”. Da ora, con qualche mese di ritardo, si fa sul serio.

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