Pontida è un palco importante per la Lega e per i leghisti. Tra i big del partito il primo a prendere la parola è stato Umberto Bossi, che non delude. Il padre del movimento ancora una volta ha tirato le orecchie al segretario Matteo Salvini, senza citarlo direttamente, ma riferendosi a lui nell’esprimere l’auspicio di un ritorno alle battaglie delle origini. “Oggi la direzione politica giusta la dà quel monte lì: secessione, tutto il resto sono chiacchiere…”, spiega riferendosi a uno striscione sullo sfondo del prato di Pontida, e aggiunge: “Capisco perché ci sia scritto “Italia di merda””. Poi, ancora: “Noi veniamo da un periodo difficile in cui la Lega non era né carne né pesce, il popolo della Lega ha chiarito quale è la via, il vero proprietario della Lega, il suo popolo, ogni tanto deve tirare le orecchie ai dirigenti… la Lega è nata per la libertà del Nord oppresso dal centralismo italiano”. Salvini replica a distanza, all’inizio del suo intervento: “Anche qua ci sono un po’ di segretari federali in giro che hanno la soluzione a tutti i problemi, che hanno la bacchetta magica”. E precisa: “Qualche problema ce lo siamo andato a cercare noi, anche noi ci siamo complicati un pochino la vita. Se qualcuno oggi, ieri o domani pensa che il futuro della Lega sia quello di un partitino servo di qualcun altro ha sbagliato a capire, noi di accordi al ribasso non ne faremo con nessuno… non mi interessano le poltrone, voglio cambiare questo paese, ma alle nostre condizioni”