“Per superare la depressione in cui ero caduta dopo la perdita di mio padre, mi sono detta, cosa posso fare per ricordarlo? Cosa condividevo con lui? Era il wrestling, così l’ho fatto per me e per lui”. Così parla a quindici anni dall’attacco alle torri gemelle, la figlia di una delle vittime: “Mi sentivo come se non avessi realizzato il momento in cui mio padre ha chiamto per dire quello che stava accadendo, come se non mi riguardasse. Quando ho capito mi sono chiesta perché non ho detto niente, perché non gli ho parlato? Oggi, quando sono sul ring guardo sugli spalti e vedo un posto vuoto penso che sia lui con il suo amore”.