Nella Russia devastata dagli incendi, una squadra di Greenpeace è stata attaccata la scorsa notte da otto uomini armati, in un campo base allestito dall’organizzazione ambientalista che dal 5 settembre è impegnata nella lotta ai roghi nella regione meridionale di Krasnodar. Un membro dello staff di Greenpeace Russia, Michael Kreindlin, ha subìto la rottura del naso e una commozione cerebrale, mentre un volontario, Andrey Polomoshnov, una probabile frattura alle costole. Il gruppo di aggressori ha minacciato il team. L’obiettivo? Obbligarli ad abbandonare la zona. Lo scopo della spedizione di Greenpeace Russia nell’area di Krasnodar, infatti, è la prevenzione di roghi illeciti appiccati all’aria aperta in preziose zone umide e nei pressi di laghi costieri salati. Aree che ogni anno vengono danneggiate a causa di incendi che le autorità non sono in grado di prevenire o limitare. “Sappiamo che gli aggressori erano a volto coperto e hanno accusato il nostro team antincendio di essere filo-occidentale e di lavorare per l’America” ha dichiarato a ilfattoquotidiano.it il direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Giannì. La polizia locale sta investigando “ma sfortunatamente – aggiunge – al momento non c’è alcuna informazione disponibile sulle ragioni di questo attacco”.

L’AGGRESSIONE – Oltre ad aver aggredito i componenti della delegazione di Greenpeace, gli aggressori hanno fatto a pezzi delle tende, danneggiato dei veicoli, rubato attrezzature di valore e gettato una granata stordente in un’autovettura. A raccontare l’accaduto sono gli stessi protagonisti. “Gli aggressori che hanno scavalcato la recinzione avevano manganelli, coltelli e armi da fuoco” ha spiegato Grigoriy Kuksin, a capo del team antincendio di Greenpeace Russia, che ha cercato di fermarli. “Mi hanno minacciato con una pistola e gettato a terra, quindi hanno sparato un colpo vicino alla mia testa e mi hanno versato addosso alcune sostanze chimiche”. Non si è trattato di un gruppo di balordi, perché l’obiettivo era spaventare la squadra affinché lasciasse il campo. “Ci hanno minacciato – ha spiegato Kuksin – dicendoci che se non avessimo lasciato la zona entro l’alba, allora non ci saremmo riusciti mai più. Ci hanno chiamato filo-occidentali e hanno picchiato i membri del nostro team”. Gli attivisti dell’organizzazione ambientalista hanno immediatamente avvisato la polizia e sono stati trasferiti per motivi di sicurezza. Ma l’aggressione non cambia le intenzioni dell’organizzazione che si è detta pronta “a collaborare alle indagini ed essere d’aiuto nella ricerca degli aggressori”, dichiarando che “insieme alle altre organizzazioni non governative, Greenpeace Russia continuerà a combattere gli incendi nel sud della Russia”.

LA RUSSIA DEVASTATA DAGLI INCENDI – I dati sono allarmanti. L’azione dei piromani, infatti, si aggiunge agli effetti del riscaldamento globale. Proprio Greenpeace ha lanciato l’allarme sulla devastazione in atto quest’estate in Russia, dove è bruciata un’area grande come il Belgio e dove ogni anno il danno si attesta intorno ai 5-6 milioni di ettari. L’ultimo picco si era registrato nel 2012, quando gli ettari di bosco finiti in cenere sono stati 11 milioni. “Secondo un recente report della Agenzia per il clima e l’ambiente di Mosca – ha ricordato Greenpeace – tra il 1976 e il 2012 la temperatura media nel paese si è alzata di 0,43°C ogni 10 anni”. Più del doppio della media a livello globale che si ferma a 0,17°C. “Più aumenta il riscaldamento globale – ricorda l’organizzazione – più si sviluppano gli incendi. E il fenomeno tende a diventare una tendenza ciclica: fumi e ceneri contribuiscono ad aumentare a loro volta le temperature e a innescare ulteriormente i cambiamenti climatici”. Sono in molti a rischiare la vita per salvare il territorio. Un drammatico esempio: a luglio scorso un aereo da trasporto strategico russo, con dieci persone a bordo, impegnato in un’operazione di soccorso nei territori colpiti dagli incendi boschivi nella regione meridionale di Irkutsk è scomparso dal radar, perdendo il contatto con la torre di controllo. Ne sono stati trovati i rottami e nessuna delle persone a bordo è sopravvissuta.