Stop al burqa, l’abito islamico che copre per intero il volto ed il corpo delle donne. E’ questa una delle proposte del ministro degli Interni tedesco Thomas de Maziere, che prepara una stretta delle misure antiterrorismo in Germania, dopo l’attacco sul treno a Wurzburg, la sparatoria nel centro commerciale di Monacola bomba ad Ansbach. Un documento fatto di 27 punti che include, oltre al bando dell’indumento islamico, anche la deportazione di soggetti che hanno commesso reati in tempi più rapidi e norme sulla privacy più flessibili per i medici. A tutto questo si aggiunge anche un’accresciuta video sorveglianza dei luoghi pubblici, del reclutamento di altri 15mila agenti di polizia e del divieto della vendita di armi ai sospetti estremisti.

La nuova proposta sullo stop al burqa ribalterebbe un parere del 2012 di una commissione del governo, che aveva dichiarato incostituzionale il divieto. Sono già comunque previste alcune eccezioni; per esempio, non è permesso entrare con il volto coperto allo stadio. Quanto alle nuove norme sulla privacy, al momento i medici che rivelino informazioni confidenziali sui loro pazienti rischiano fino a un anno di carcere.

Ma, quello che propone De Maziere, è che informino le autorità se un paziente assume un comportamento sospetto, tale da far ipotizzare che possano arrecare danno ad altre persone. Su questo punto è già intervenuta l’Associazione dei medici tedesca, secondo cui “la privacy dei pazienti è un diritto fondamentale previsto dalla Costituzione e la situazione della sicurezza interna non dovrebbe indurre a prendere misure politiche e legali affrettate”.