Un raid aereo ha colpito un ospedale pediatrico, causando almeno due vittime tra pazienti e medici: è successo a Idlib, una regione della Siria che dà il nome al capoluogo. Il bilancio dei morti e dei feriti è destinato a crescere, secondo le fonti di Save the Children. L’attacco è stato denunciato proprio da parte della ong, sostenitrice della clinica, tramite un suo portavoce. I missili hanno colpito la parte anteriore della struttura, distruggendola completamente; non è chiaro se l’obiettivo fosse proprio l’ospedale. Si tratta dell’unica clinica ostetrica nel raggio di 110 chilometri, dove avvengono circa 300 parti al mese e nella quale vengono assistite in media 1.300 persone. L’ospedale si trova nella piccola città di Kafar Takharim, una località in mano ai ribelli.

La struttura, l’unica della zona, in grado di assistere una media di 1.350 donne e gestire 400 parti al mese, è in buona parte distrutta. Non è ancora chiaro ha condotto il letale raid aereo, ma visto che la zona è in mano ai ribelli, l’unica ipotesi avanzata è che il bombardamento sia stato ordinato dal regime siriano.  “A 5 mesi dal bombardamento che colpì l’ospedale di Medecins Sans Frontieres, ora giungono notizie gravi del bombardamento di ospedale di Save the Children in Siria. Si tratta di una situazione inaccettabile”, ha sottolineato il viceministro per la cooperazione internazionale Mario Giro; mentre la Farnesina ha allo stesso tempo espresso “preoccupazione per la situazione a Aleppo Est che è in stato d’assedio e soggetta a bombardamenti sistematici del regime siriano che non hanno risparmiato ospedali, scuole e mercati, con gran numero di vittime civili”.

E proprio a proposito di Aleppo, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha proposto alla Russia di delegare alle Nazioni Unite la gestione dei corridoi umanitari per portare aiuti ai circa 300mila civili intrappolati nei quartieri orientali della città, che sono da giorni sotto assedio totale da parte delle forze lealiste siriane.  Una richiesta sostenuta anche dalla Farnesina, secondo la quale “la cura dei bisogni umanitari della popolazione di Aleppo” dovrebbe essere lasciata all’Onu, consentendo con “pause umanitarie” ai combattimenti “l’accesso degli aiuti in città”. L’Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che gli attacchi aerei hanno colpito anche la sede della protezione civile.