“Quando parlo di guerra parlo di guerra sul serio, no di guerre di religione“. Ne è convinto papa Francesco parlando con i giornalisti durante il volo verso Cracovia per il suo viaggio apostolico e per celebrare la Giornata mondiale della Gioventù. Le parole del pontefice si riferiscono agli ultimi fatti di sangue di matrice terroristica, ma soprattutto al brutale assassinio di padre Jacques Hamel, 86 anni. Un omicidio che è stato commesso col chiaro obiettivo di colpire e profanare la cristianità. Il prete infatti è stato sgozzato nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, a sud di Rouen, in Normandia, da due ragazzini già segnalati alle forze dell’ordine che prima di essere uccisi hanno dichiarato di essere soldati dell’Isis, che ha rivendicato l’attacco.

Secondo Bergoglio, però, non si può e non si deve parlare di “guerra di religione”, ma di “guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli“. “Questi sono i motivi. Qualcuno parla di guerra di religione, ma tutte le religioni vogliono la pace. La guerra la vogliono gli altri, capito?”. “Si parla tanto di sicurezza, ma la vera parola è guerra. Il mondo è in guerra a pezzi: c’è stata la guerra del 1914 con i suoi metodi, poi la guerra del ’39-’45, l’altra grande guerra nel mondo, e adesso c’è questa. Non è tanto organica forse, organizzata sì non organica, dico, ma è guerra. Questo santo sacerdote è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria – ha esortato – ‘ma quella è l’Africa’, ma è guerra, non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace”.

Per il papa “la gioventù è sempre speranza, speriamo che i giovani ce ne diano in questo momento”. Francesco ha poi sottolineato di aver parlato con il presidente francese François Hollande “come un fratello”.  Al suo arrivo a Cracovia, città natale di Giovanni Paolo II, è stato accolto dal presidente della Repubblica polacca Andrzej Duda con la consorte e da monsignor Stanislaw Dziwisz, arcivescovo della città, che è stato segretario particolare di papa Wojtyła, il papa che istituì la Giornata mondiale della Gioventù che si celebrerà fino a domenica.