La direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde dovrà comparire davanti alla Corte di giustizia della Repubblica, il tribunale che giudica l’operato dei ministri francesi nell’esercizio delle loro funzioni. Lo ha deciso la Corte di Cassazione francese, che in linea con la richiesta della procura ha respinto il ricorso presentato nel dicembre scorso da Lagarde contro il suo rinvio a giudizio per negligenza. Nel frattempo l’ex ministro dell’Economia franceseha incassato la conferma per un secondo mandato alla guida dell’istituzione di Washington.

La vicenda che ha fatto finire nei guai Lagarde risale al 2008, quando era membro del governo di Nicolas Sarkozy, ed è legata al contenzioso relativo alla cessione del gruppo Adidas tra la banca Credit Lyonnais e l’uomo d’affari Bernard Tapie. Lagarde aveva deciso di affidare ad un arbitrato e non alla giustizia ordinaria la disputa fra Tapie, molto vicino all’ex presidente Sarkozy, e lo Stato francese. Alla fine all’imprenditore fu concesso un indennizzo da 403 milioni di euro.

Tapie aveva chiesto il risarcimento allo Stato sostenendo che la banca lo avesse truffato dal momento che successivamente aveva rivenduto la quota di Adidas a una somma molto più alta rispetto a quella dell’acquisto. Successivamente, la Corte d’Appello impose a Tapie di restituire la somma, mentre Lagarde aveva dichiarato sotto giuramento di aver agito di propria iniziativa: in questo modo Sarkozy ha evitato ogni coinvolgimento nell’indagine.

Il Fondo monetario, intanto, in una nota, ha “continuato a esprimere la sua fiducia nella capacità del direttore generale di portare avanti con efficacia i suoi incarichi”.