La riforma dell’Italicum? “Da considerare”. Il modo per cambiare la legge elettorale? “Un’iniziativa politica che trovi larga convergenza“. La nuova norma con cui andare alle elezioni? Quella vecchia, che porta il nome dell’attuale presidente della Repubblica, e cioè il Mattarellum. Parola di Giorgio Napolitano. Dopo essersi detto favorevole alla modifica della legge elettorale varata dal governo di Matteo Renzi, l’ex inquilino del Quirinale torna adesso sulla questione. E dalle pagine del Foglio rilancia l’argomento. “Una revisione del sistema elettorale credo sia da considerare, nel senso di non puntare a tutti i costi sul ballottaggio, che rischia, nel contesto attuale, di lasciare la direzione del paese a una forza politica di troppo ristretta legittimazione nel voto del primo turno”, dice Napolitano, spiegando poi che l’iniziativa – a suo dire – debba partire dal premier e dal Pd.

“Renzi è premier certo ma è anche segretario del Pd e una modifica della legge, se ci deve essere, non può che avvenire anche in base a un’iniziativa politica che si imperni sui gruppi parlamentari del partito guidato dallo stesso premier”, dice l’ex capo di Stato. Con quali voti, dunque, dovrebbe essere modificata la legge elettorale?  Parlando al quotidiano diretto da Claudio Cerasa, l’ex presidente rilancia quindi la nascita di un nuovo “patto per l’Italia“, e cioè una maggioranza a larghissime intese che già lo aveva rieletto sul colle più alto di Roma e che adesso dovrebbe varare la nuova norma con cui andare alle elezioni. “Maggioranza e opposizione devono ragionare su un percorso condiviso per definire urgentemente un nuovo patto per l’Italia”, dice il senatore a vita. “Alla luce di come è cominciata questa legislatura per effetto del risultato elettorale del 2013 – continua – è ovvio che una strada di alleanza tra i due poli di allora era necessaria. Era così nel 2013, ed è così oggi, seppure le forze in campo si sono da tempo divise e si sono venuti formando nuovi partiti o gruppi parlamentari”.

Ma adesso che persino alcuni pezzi del Nuovo Centrodestra (come Renato Schifani) sembrano allontanarsi dalla maggioranza di governo quale potrebbe essere l’unica legge capace di ottenere “larghe convergenze in Parlamento”? Quella che porta il nome di Sergio Mattarella, l’attuale capo di Stato, ideatore della prima riforma elettorale post Tangentopoli varata esattamente 23 anni fa. Una norma che potrebbe forse piacere a Napolitano perché priva di ballottaggio, principale caratteristica negativa – per l’ex capo di Stato – dell’Italicum, ma che non si distingue certo per governabilità, soprattutto in un sistema tripolare come quello attuale. È un fatto poi che i governi eletti col Minotauro (come il mitologico mostro metà uomo e metà toro, il Mattarellum divideva il 75 percento dei seggi col sistema maggioritario e il restante 25 percento col proporzionale), siano poi caduti proprio a causa dei partiti entrati in Parlamento col proporzionale.

Al netto delle considerazioni sul Mattarellum, però, le parole di Napolitano tornano ad infiammare la discussione sulla modifica dell’Italicum, con Renato Brunetta che va subito all’attacco del senatore a vita. “Delle lacrime di coccodrillo di Napolitano – dice il capogruppo di Forza Italia alla Camera – non so cosa farmene. Lui è all’origine della spaccatura di questo Paese ed io lo reputo il peggior presidente della Repubblica della nostra storia. Se non ci fosse stata la sua copertura all’azione eversiva di Renzi non saremmo a questo muro contro muro ma ci sarebbe stato solo un referendum confermativo in cui si chiedeva al popolo di esprimersi nel merito della riforma: Napolitano ha avallato tutte le violenze di Renzi”. Di segno opposto, invece, la reazione di Angelino Alfano, che appare assolutamente in linea con le dichiarazioni di Napolitano. “Noi -ha detto il leader del Nuovo Centrodestra – pensiamo che dare il premio alla coalizione invece che alla lista ed eliminare il ballottaggio e fare che vinca chi arriva primo, potrebbe essere un punto di approdo a cui una larga maggioranza di parlamentari potrebbe arrivare: si è capito che il ballottaggio unisce forze opposte tra loro solo in odio a chi governa”.