La battaglia contro il privilegio delle auto blu non sembra ancora del tutto vinta in Campania. E le opposizioni al governatorato di Vincenzo De Luca resuscitano una polemica contro i consiglieri nominati dal presidente che potrebbero usufruirne. Secondo Forza Italia le macchine che dovevano finire all’asta sarebbero state destinate anche a loro. Ma l’assessore al Demanio Sonia Palmieri nega: “Abbiamo solo adeguato alle sopravvenute normative nazionali un regolamento datato senza ampliamenti, e senza assegnazione di alcuna autovettura ad personam”. Nessuna auto dedicata, anche “se saranno autorizzati singoli spostamenti”. Come, quando e quante volte questo avverrà si vedrà con il tempo.

Tra i candidati, secondo quanto riporta il Mattino, a essere scarrozzati con i soldi pubblici ci sarebbero Franco Alfieri, sindaco di Agropoli, con competenze su Caccia, Pesca e Agricoltura che risultava indagato a lo scorso marzo; poi Biagio Iacolare, ex consigliere regionale demitiano mediatore del patto tra De Luca e De Mita, e ancora il consigliere per la Sanità Enrico Coscioni indagato per presunte pressioni liberare una poltrona, quello per la Protezione civile Nello Di Nardo (già Idv), quello per la Cultura Sebastiano Maffettone, quello per l’Alta velocità Napoli-Bari Costantino Boffa; quello per l’Economia Mario Mustilli, quello per i Trasporti Luca Cascone indagato con De Luca a Salerno per falso in atto pubblico; quindi per i Rapporti istituzionali Paolo De Ioanna, poi Francesco Caruso (Relazioni internazionali) e Uberto Siola (Governo del territorio), a cui si è aggiunto di recente Carmelo Della Greca per il Bilancio; e per finire Patrizia Boldoni, che assiste l’ex sindaco di Salerno sulle Politiche del turismo.

Da Palazzo Santa Lucia già ieri era arrivata una nota di precisazione in cui si sostiene è stato approvato “un regolamento che non prevede alcun aggravio di spesa per l’Ente e anzi punta a ridurla. È destituita di fondamento la possibilità di estendere l’utilizzo delle autovetture“. Nella nota si esclude che i 9 consiglieri del Presidente “rientreranno tra i possibili fruitori”. Ma nello stesso comunicato si lascia uno spazio di manovra perché si legge: “Inoltre come previsto dalla delibera, saranno autorizzati solo singoli spostamenti motivati da specifiche ragioni di servizio che non comprendono, per tutti, ‘spostamenti tra abitazione e luogo di lavoro'”.