Su un punto le discipline orientali e le scuole ginniche occidentali sono concordi: bisogna imporre alla muscolatura un lavoro duro per ottenere benessere. Lo slogan che accomuna queste scuole è “Che lo sforzo sia con te”.

Indiscutibilmente molti di questi metodi hanno una grande utilità in alcune situazioni ma a volte si ottengono risultati al di sotto delle aspettative e a volte addirittura danni più o meno gravi. Io, ad esempio, mi sono provocato un’ernia ombelicale svolgendo un set di esercizi definiti morbidi.

Questo approccio ha il limite di basarsi su movimenti imposti al corpo.

Da anni sto esplorando un altro modo di pensare. Io sospetto che il corpo sia intelligente e che sappia meglio di qualunque guru o fisiatra come ottenere il proprio benessere.
Un giorno mi sono reso conto che ascoltando le mie sensazioni entravo in contatto con un panorama percettivo ricchissimo. Parlo di sensazioni chiaramente identificabili ma che sono poco considerate.

La nostra cultura è incentrata sull’osservazione dell’esterno e poco considera quello che succede dentro di noi. Quando parliamo di sensi diciamo che sono 5. Ma qualunque studente di medicina che durante un esame dica che sono 5 viene bocciato: i sensi sono 6. Il sesto senso non è quello paranormale ma la PROPRIOCEZIONE (ascolto di sé), parola astrusa inventata perché non ne esiste una nel linguaggio corrente.

Siamo un popolo poco abituato a discorrere di sensazioni. Che problemi ha un popolo che non parla delle sensazioni della vita? Mancano addirittura le parole che indicano le sensazioni emotive, che indiscutibilmente hanno un ruolo centrale. Per indicare la sensazione di sommovimento addominale che ci dà un dramma d’amore, la sensazione dell’ansia o della gioia ricorriamo a più parole: un nodo alla gola, farfalle nella pancia, latte alle ginocchia, tuffo al cuore…
Da pochi decenni gli scienziati si sono resi conto che la propriocezione è il senso più complesso e stanno litigando su quanti sottosensi contenga: ci sono sensori fisiologici dell’estensione e della contrazione dei muscoli, dell’equilibrio, della posizione nello spazio, del piacere, del dolore…
Ma ci sono anche sensazioni sottili che riguardano lo stato degli organi e dei muscoli, il loro livello di tensione, attività, rilassamento… E sensazioni che percepiamo come lievi correnti energetiche, calore, freddo.

Che succede se lascio che queste sensazioni sottili guidino i miei movimenti invece che seguire un modello di movimenti corretti da ripetere?

Fai il movimento che “ti viene” da fare lasciando che sia l’istinto a indirizzarti. Cioè stai lì e segui i desideri del tuo corpo, aspettando che si manifestino.
Puoi stare seduto, sdraiato o in piedi. All’inizio non ti muovi.
Ti limiti ad ascoltare senza cercare una certa sensazione in particolare. Poi ti viene voglia di sollevare lentamente una spalla, un piccolo stiracchiamento. Oppure ti prude un ginocchio e te lo gratti. Non hai una direzione.

L’unico principio di questo “stile” è che segui le sensazioni piacevoli: ci sono movimenti che il corpo desidera naturalmente compiere e te li segnala con sensazioni gradevoli.
Dopo un poco che stai in ascolto ti rendi conto che dentro di te è un susseguirsi vorticoso di sensazioni sottili, indefinibili, ma chiaramente percepibili. E puoi poi accorgerti che alcuni movimenti sono capaci di darti una lieve sensazione di piacere, simile a quella che proviamo stiracchiandoci.

Ad esempio può essere gradevole girare lentissimamente la testa di tre centimetri, oppure agitare molto velocemente una mano o il bacino, producendo scariche di tremori come fanno le ballerine durante alcuni passaggi della danza del ventre. Può essere piacevole allungare il braccio il più possibile verso l’alto o mettersi a correre.
Qualunque movimento va bene, dal più piccolo e lento al più ampio e veloce.
Esplora diverse velocità di movimento. Ascoltando movimenti minimi e lentissimi mobiliti la muscolatura in modo diverso e ottieni risultati che non puoi raggiungere con movimenti veloci.
Muoversi alla velocità di una lumaca pigra ti porta in uno stato mentale e percettivo differente. Ad esempio, dopo uno o due minuti che chiudi la tua mano il più lentamente possibile, percepirai una sensazione di calore, formicolio o aumento di peso.

Il movimento estremamente rallentato poi lo puoi praticare ovunque perché nessuno si accorge che allunghi la schiena di un centimetro in due minuti. Quindi la coda alle poste diventa un momento utile da dedicare al tuo piacere dorsale.
Buona ginnastica spontanea!

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