Non si ferma la violenza di Daesh. Il gruppo terrorista dello stato islamico ha rivendicato oggi l’attentato kamikaze con un autobomba in una zona commerciale del centro di Baghdad che ha causato 126 morti, di cui 25 bambini. In un comunicato firmato Wilayat Baghdad (provincia di Baghdad) e diffuso sui social network, l’Isis ha fatto sapere che l’attacco era mirato a “una concentrazione di rinnegati”, riferendosi agli sciiti. L’attacco è avvenuto di fronte a una famosa gelateria nel quartiere di Al Karrada, a maggioranza sciita. Secondo i dati forniti da fonti della polizia sono 150 le persone ferite.

L’esplosione ha incendiato e distrutto diversi negozi nelle vicinanze della gelateria, che era piuttosto affollato nonostante fosse l’una di notte perché durante il mese sacro del Ramadan, e più in estate, è d’uso fare tardi in strada. “Come parte delle continue operazioni di sicurezza dei soldati del Califfato nella città di Baghdad, il santo guerriero Abu Maha al Iraqui è riuscito a far esplodere la sua autobomba in una concentrazione di rinnegati (sciiti)”, è scritto nella nota dell’Isis.

Il gruppo terrorista ha avvertito che “con il permesso di Dio continueranno gli attacchi dei mujaheddin contro i rinnegati”. Ad Al Karrada è arrivato il primo ministro iracheno Haidar al Abadi, che ha detto che i terroristi “dopo essere stati schiacciati sui campi di battaglia commettono attentati in un tentativo disperato”. La popolazione non ha dato il benvenuto al premier, lanciando pietre contro il convoglio al grido di: “Vattene”. Un’altra autobomba è esplosa nel popolare mercato Shalal, che si trova nella Al Shaab, nel nord-est di Baghdad, zona anch’essa a popolazione prevalentemente sciita. L’attacco ha ucciso un civile e ferito cinque persone, oltre a provocare danni in diversi negozi.