Urbano Cairo rilancia per la seconda volta la sua offerta per la scalata a Rcs, la società editrice del Corriere della Sera. La mossa dell’editore di La7 arriva mentre il consiglio d’amministrazione di Rizzoli ha promosso la proposta concorrente, avanzata da Andrea Bonomi e dai soci storici. Dopo aver portato, due settimane fa, da 0,12 a 0,16 le azioni di Cairo Communication messe sul piatto per ogni titolo Rcs, il patron del Torino alza la posta a 0,17 azioni, esprimendo un valore di Borsa di 0,77 euro se si calcola la chiusura di venerdì a 4,55 euro del suo gruppo. Sempre affiancato da Banca Imi, Cairo in questa fase è intenzionato a giocare la partita ancora da solo, senza imbarcare nuovi soggetti.

La palla torna ora al fronte avversario, guidato da Andrea Bonomi, chiamato entro venerdì prossimo a valutare un ulteriore rilancio. International Media Holding, di cui fanno parte oltre al numero uno di Investindustrial i soci storici Mediobanca, UnipolSai, Della Valle e Pirelli, incassa intanto il sì del cda di Rcs all’offerta in contanti, portata venerdì scorso da 0,7 e 0,8 euro. Per il board di via Rizzoli il prezzo incrementato dell’Opa rientra “in un range di congruità” anche se “si attesta nel limite inferiore di tale range”.

Nel promuovere, seppur di misura, la nuova proposta il consiglio ha considerato i pareri aggiornati degli advisor Citi e Unicredit e dell’esperto indipendente Roberto Tasca, secondo i quali, in sostanza, il prezzo è giusto. Tasca, in particolare, nel confermare una valutazione nell’intervallo 0,80-1,13 euro, osserva che il nuovo valore dell’offerta d’acquisto “coincide con il limite inferiore dell’intervallo basato sulla sensitività effettuata sul valore fondamentale rendendo, pertanto, il corrispettivo dell’offerta riveniente dal rilancio congruo per tutti gli azionisti di Rcs Mediagroup”. Il board sottolinea poi di aver “preso atto positivamente che Imh ha rinunciato alla condizione sul rimborso dei finanziamenti, eliminando pertanto, sotto tale profilo, un elemento di incertezza in merito all’efficacia dell’Opa”.

A differenza dell’Ops di Cairo inoltre “l’Opa prevede un corrispettivo integralmente in denaro che, dunque, può essere confrontato con il valore fondamentale di Rcs risultante dall’applicazione del metodo Dcf” (Discounted Cash Flow). La Borsa da parte sua scommette sul proseguo della battaglia che si concluderà, sia per l’Ops sia per l’Opa, il 15 luglio. Venerdì, il titolo della casa editrice del Corriere della Sera ha guadagnato l’1,12% a 0,81 euro mentre Cairo Communication ha terminato invariata a 4,5 euro, esprimendo un valore di Rcs pari a 0,72 euro.