Prescrizione. Antonio Bassolino conclude così, con un proscioglimento per intervenuta estinzione del reato, l’ultima pendenza penale collegata alla stagione del disastro spazzatura in Campania. Un’appendice del processo madre sulla gestione del ciclo dei rifiuti e sul contratto a Fibe-Impregilo, che si concluse nel novembre 2013 con una sentenza di assoluzione piena.

Stavolta l’ex Governatore era imputato di peculato per una serie di parcelle di 154 milioni delle vecchie lire erogate nel settembre 2001 allo studio legale di Enrico Soprano. Bassolino, in qualità di commissario governativo per l’emergenza rifiuti, firmò i decreti di liquidazione di fatture che secondo la Procura di Napoli – inchiesta del pm Giancarlo Novelli – “non erano conformi alle tariffe professionali”, ma erano state “gonfiate” violando una convenzione già in atto con il professionista napoletano che, come ha ricordato il legale di Bassolino, avvocato Giuseppe Fusco, iniziò ad avere incarichi nel commissariato per l’emergenza a partire dal 1998, quando il commissario era l’allora Presidente della Campania Andrea Losco. Va ricordato che Soprano è l’avvocato che fornì i pareri sui contratti stipulati dal commissariato per affrontare le emergenze in atto.

“I decreti di liquidazione delle parcelle – afferma l’avvocato Fusco – furono istruite da una struttura del commissariato composta dal vice commissario Raffaele Vanoli, da un funzionario e da un dirigente. Bassolino ha firmato atti predisposti da altri e in uffici diversi da quelli del commissariato a Palazzo Santa Lucia, non ha mai visto ne esaminato le parcelle di Soprano”.

Per queste vicende Vanoli e Soprano, coimputati con le stesse accuse di Bassolino, scelsero il rito abbreviato e il 31 marzo 2010 furono condannati rispettivamente a due anni e a 18 mesi dal Gup Vincenzo Alabiso. Per loro pende un appello fissato a settembre. Sei anni e mezzo dopo la sentenza di primo grado. Per fatti dichiarati prescritti con la sentenza odierna.

Nell’udienza di oggi la prima sezione collegio A del Tribunale di Napoli, presieduta dal giudice Marco Occhiofino, ha accolto la richiesta di stralcio della posizione di Bassolino e ha dichiarato la prescrizione. L’avvocato Fusco aveva sollecitato l’assoluzione piena. “Impugnerò la sentenza di prescrizione – spiega Fusco – per ottenere un’assoluzione nel merito perché a mio avviso i testi sentiti in dibattimento avevano dimostrato in maniera chiara che Bassolino si limitava a firmare su decreti predisposti da altri”. Il processo prosegue nei confronti di altri due imputati, Giulio Facchi e Michele Carta Mantiglia, rispettivamente ex vicecommissario e consulente della struttura commissariale. Sono accusati di peculato per altre parcelle erogate in favore di Carta Mantiglia nel 2002. I reati si prescriveranno l’anno prossimo.