Inizia con una polemica con l’Associazione nazionale magistrati il secondo mandato da sindaco di Bologna di Virginio Merola, rieletto domenica notte dopo il ballottaggio con la candidata della Lega nord Lucia Borgonzoni. In un’intervista al Resto del Carlino il primo cittadino Pd ha infatti commentato la sentenza di Vasco Errani, assolto nell’appello bis del caso Terremerse. E ha chiesto che l’ex governatore venga in qualche modo “risarcito”: “Se esiste una responsabilità per tutti i dirigenti delle pubbliche amministrazioni e se il cittadino deve rispondere del suo operato, allora deve esistere anche una responsabilità per i magistrati. Non sto chiedendo punizioni, parlo di un risarcimento collettivo, non individuale. Un segnale di distensione andrebbe dato”, ha detto Merola.

Errani dopo essere stato assolto in primo grado nel 2012, nel 2014 era stato condannato in appello. Poi nel 2015 la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna. Il 21 giugno infine l’appello bis e la conferma della assoluzione. Tuttavia Errani, nel 2014, un minuto dopo la condanna, si era dimesso. “Fece bene a dimettersi – ha spiegato Merola – ma qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che tutto questo ha trascinato la Regione alle elezioni anticipate per un fatto che non sussiste”. Poi Merola ha proseguito. “Bisogna riflettere sulla responsabilità dei magistrati. Una riforma della giustizia che non riguarda solo quella locale, il ministro Orlando se ne sta occupando e dobbiamo andare in quella direzione”.

La risposta dell’Anm non si è fatta attendere: “Quanto alla necessità di riformare la disciplina della responsabilità civile dei magistrati – si legge in una nota – tema che ritorna in voga ogniqualvolta la magistratura con le proprie indagini lambisce particolari interessi politici ed economici, la giunta richiama il primo cittadino di Bologna a riflettere sulla circostanza che i magistrati italiani sono chiamati a rispondere del corretto svolgimento del loro lavoro in più sedi, disciplinare, penale, amministrativa e civile”.

Poi l’attacco alle parole di Merola: “L’Anm condivide il pensiero del sindaco che afferma l’importanza di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Si tratta, infatti, di concetti fondamentali – spiega la nota – ma che vengono contraddetti da affermazioni irrispettose di tale reciproca autonomia”. Per l’associazione ciò che si è verificato per la vicenda Errani “corrisponde al fisiologico funzionamento di un sistema organizzato, a tutela dei cittadini, con più gradi di giudizio e ancorato ad autonome valutazioni della prova”. Infatti “la Costituzione prevede l’obbligatorietà dell’azione penale e questa, nel caso in esame, è stata vagliata in più sedi e con esiti differenti in gradi di giudizio diversi, a riprova del fatto che le indagini non potevano non essere svolte e l’azione penale non essere esercitata”.