Il giorno dopo l’autopsia, che ha confermato l’ipotesi dello stupro e dell’annegamento, ci sono alcuni graffi che sono stati notati sul corpo di Maria Ungureanu, la bambina di 10 anni trovata morta domenica sera a San Salvatore Telesino. A riferirlo è stato Michele D’Occhio, avvocato della famiglia Ungureanu, il quale ha però sottolineato come “non sia stato possibile nominare un consulente perché abbiamo saputo dell’autopsia quando era già in corso”.  “Bisognerà ora vedere – aggiunge l’avvocato – se i graffi sono compatibili con la recinzione o sono stati provocati da altro”. La recinzione alla quale fa riferimento è quella del centro ricevimenti con la piscina nella quale è stato trovato il corpo senza vita della bambina, e che domenica scorsa era chiuso.

Intanto il padre Mario e la madre Andrea hanno lasciato la loro abitazione nel piccolo centro in provincia di Benevento per evitare l’assedio di giornalisti e fotografi fuori dalla casa. “SI sentono ulteriormente mortificati e allibiti” ha fatto sapere sempre l’avvocato, dato che Daniel, l’operaio 21enne di origini rumene indagato per omicidio volontario e violenza sessuale aggravata, “era trattato da loro come uno di famiglia”. Tra gli Ungureanu e il giovane, infatti, “c’era una frequentazione quasi giornaliera – continua D’Occhio – anzi, Mario ha procurato a Daniel anche diverse occasioni di lavoro, in alcuni casi hanno lavorato insieme. C’era un rapporto stretto”.

Un legame talmente forte che Mario Ungureanu non ha addirittura creduto alle parole di Daniel. “Lo conosco da due anni – ha detto Mario – e spesso ha frequentato la mia casa mangiando con noi. Per questo motivo, quando la notte scorsa nella caserma dei Carabinieri mi ha detto che domenica pomeriggio avrebbe voluto telefonare per avvisarmi che Maria, dopo la celebrazione della messa, era andata con lui a Telese, mi sono gelato. Gli ho detto: Se eri amico mio , perché non l’hai fatto? Non hai pensato che fossi preoccupato? Ma come, sei andato a Telese quando la città era inaccessibile per una corsa podistica? A questa domanda lui mi ha risposto dicendo che è tornato subito lasciando Maria dove l’aveva presa”. E ha aggiunto: “Se mia figlia è stata stuprata e uccisa chiedo una giustizia rapida. Credo nella giustizia italiana: se volessi farmi giustizia da solo finirei in galera lasciando sola mia moglie”.

La madre Andrea, invece, ha continuato a ripetere: “Non ci posso credere, ce l’ho sempre davanti ai miei occhi”. E in un’intervista a Repubblica ha fatto sapere: “Andrò in chiesa a domandare a tutti: a chi di voi ho fatto del male per ricevere questo in cambio?’ E quell’uomo, quello che abbiamo ospitato a casa nostra tante volte, lo dica guardandoci in faccia, se è vero che non è stato lui”. Ha poi ricordato: “Quando mia figlia ci ha raggiunto, all’età di 7 anni, dopo aver vissuto con i nonni in Romania, abbiamo fatto sacrifici ancora più grandi per tirare avanti, ma è stato bello averla con noi. E ora non ho più niente, vorrei solo riavere la mia bambina“.

Anche la comunità di San Salvatore è sotto choc: c’è chi ricorda Maria come “una bambina bellissima, educata, che si faceva voler bene da tutti e che frequentava con assiduità la parrocchia”, mentre il sindaco ha annunciato che il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino “per esprimere il dolore, la solidarietà e l’affetto di tutta la comunità a questa famiglia distrutta dal dolore”.