Hanno dovuto aspettare fino al giorno dopo i ballottaggi, ma alla fine il “salva enti locali” è arrivato. E i primi a trarne beneficio saranno i neo sindaci, che una volta insediati oltre al loro Comune guideranno anche le rispettive città metropolitane. Il governo, nel consiglio dei ministri di lunedì 20 giugno, ha infatti varato il decreto che annulla le sanzioni pecuniarie per le Province e le Città metropolitane che hanno sforato il patto di stabilità nel 2015. In totale, si tratta di un pacchetto da 1 miliardo di euro.

Il testo (atteso sul tavolo del cdm già mercoledì scorso, quando era stato rinviato per problemi di copertura) abbuona multe per circa 400 milioni a Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Reggio Calabria, Bari e Venezia. Per la Capitale il “condono” vale oltre 100 milioni, per Napoli una settantina, per Torino poco meno, per Milano 40. Va detto che lo sforamento è stato determinato in gran parte dal ritardo nell’attuazione della riforma Delrio: Province e Città metropolitane si sono viste ridurre di circa 1 miliardo le risorse a disposizione ma il trasferimento di competenze e dipendenti alle altre amministrazioni dello Stato procede a rilento. Niente “condono”, perché non avevano sforato, per Bologna e Firenze. A queste cifre va aggiunto il congelamento di tagli per 600 milioni previsti per le Province nel passaggio alla nuova forma di enti di area vasta.

Via libera poi a un accordo con la Sicilia che porta nelle casse della Regione guidata da Rosario Crocetta 500 milioni di euro e modifica il regime di compartecipazione Irpef sostituendo al “maturato” il “riscosso”, in cambio di misure di riduzione della spesa e di risanamento del bilancio. “Le risorse che le spettano arriveranno sia per quest’anno che per gli anni a venire. Approvate anche le risorse per gli enti locali che potranno così definire i bilanci senza tagliare i servizi”, ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo il cdm. “Era un impegno che avevo assunto il 26 maggio, a Palermo, all’Assemblea dei sindaci. Impegno mantenuto”.