L’Aamps non concede l’assemblea e il giudice la condanna per comportamento antisindacale. Come se non avesse già abbastanza problemi e in un quadro di tensione che ormai si protrae da 6 mesi, ora l’azienda di raccolta rifiuti di Livorno torna a affrontare la Cgil e questa volta in tribunale. Ma la partita è politica, visto che era stato il sindaco Filippo Nogarin (M5s) a lanciare un appello nei giorni scorsi: “Lavoratori, non fatevi strumentalizzare”. Nogarin ora insiste: “La decisione del giudice non cambia di una virgola ciò che penso: non c’è alcuna vera rivendicazione sindacale dietro queste assemblee, solo la voglia di fare un torto all’amministrazione”.

Il tribunale del lavoro ha dato torto all’Aamps perché quest’ultima non aveva dato l’ok a una delle due assemblee di due ore che la Cgil Funzione Pubblica aveva chiesto di poter organizzare oggi, 16 giugno, e domani, dopo che la gran parte dei lavoratori aveva aderito allo sciopero nazionale. In sostanza il cda dell’azienda aveva autorizzato solo l’assemblea del 17. Da qui il ricorso d’urgenza dal giudice che ha dato ragione al sindacato. Il duello tra la Cgil e Nogarin – che ha nominato il nuovo cda nel gennaio scorso per agevolare l’iter del concordato preventivo – andava avanti da giorni. Quella assemblea, secondo il sindaco Cinquestelle, era “strumentale, è solo un’operazione elettorale a ridosso del turno di ballottaggio di Roma e Torino con l’unico scopo di far passare sui media le immagini di una città invasa dall’immondizia”. Sull’Aamps pende un’inchiesta che ha coinvolto tra gli altri l’ex sindaco Pd Alessandro Cosimi e l’attuale primo cittadino Nogarin.

Cgil: “Non coinvolti per il piano industriale”
Per l’Aamps “le sentenze si rispettano anche quelle che non si condividono”. Ma la polemica non si placa, con la Cgil – per bocca del segretario della Fp, Giovanni Golino – che parla di “attacco al sindacato”. Il sindacato, spiega, aveva chiesto due assemblee con due ordini del giorno distinti per discutere di vari aspetti: dagli esiti dello sciopero nazionale (“in Aamps ha aderito il 90%”) ma anche del piano industriale che l’azienda dovrebbe presentare a breve sul quale – dice Golino – “Nogarin e il cda non ci hanno minimamente coinvolto”. La richiesta per le assemblee era stata avanzata l’11 giugno per poterle programmare il 14 e il 16, “ma la richiesta era stata bocciata per un vizio di forma”. Due giorni dopo la proposta era stata riformulata: “Il 14 Aamps ci ha però comunicato che non avrebbe concesso l’assemblea del 16. La motivazione era del tutto generica. Per questo abbiamo presentato il ricorso”. Il sindacalista aggiunge: “Il comportamento di Aamps è incomprensibile, si è nuovamente cercato di esasperare i lavoratori: in ballo non c’era uno sciopero di 24 ore bensì un’assemblea di sole 2 ore”.

Nogarin: “Nessuna vera rivendicazione sindacale”
Per Nogarin, tuttavia, la sentenza del tribunale non cambia la sua opinione. “In una città con 30mila disoccupati la Cgil organizza una due giorni di assemblea per protestare contro la rateizzazione di una parte della quattordicesima: incredibile”. Secondo il sindaco dietro queste assemblee non ci sarebbe in realtà “alcuna vera rivendicazione sindacale” ma solo “la voglia di fare un torto all’amministrazione rallentando la raccolta rifiuti”. Nogarin punta ancora il dito contro la Cgil: “Dice di voler risposte sul piano industriale e sulla rateizzazione della quattordicesima. Le abbiamo già date: la quattordicesima non è stata tagliata ma spalmata su più mesi e la procedura concorsuale prevede che il piano industriale venga diffuso solo dopo il deposito“.