Era sicuro che mezza Italia si sarebbe vista la partita della Nazionale contro il Belgio, dove si partiva sfavoriti (ma era così anche in tutti i mondiali che poi l’Italia ha vinto: e chissà che non se ne debba prendere esempio per quell’altro campionato fra Paesi che è costituito dalla competizione globale). Poi l’incontro è stato anche televisivamente perfetto, con quell’1 a 0, una promessa che poteva da un istante all’altro rovesciarsi in delusione (ricordando i tempi regolamentari di Italia-Germania del 1970) e poi, proprio allo scadere dell’orario, il secondo gol che chiudeva, sì, la partita, ma senza essersi intrufolato prima a smosciare la suspence.

E così a vedersi il calcio europeo se ne sono contati alla fine più di 19 milioni fra Rai1 (15 mln) e Sky (3,5 mln), di cui tre milioni accorsi davanti al teleschermo per l’occasione. Noi nel mucchio.

E ora parliamo, anche per rendergli giustizia e attestato di esistenza in vita, dei circa sette milioni di spettatori medi che alla partita erano del tutto disinteressati, così da fulminare Rai1 col telecomando e da cercare alternative altrove. Si tratta del resto di un’occasione d’oro, come l’allineamento dei pianeti, per conoscere chi popola quell’Italia che fa spallucce al Campionato d’Europa e, presumibilmente, al calcio in sé e per sé.

Secondo il luogo comune corrente ci aspetteremmo un universo compattamente femminile, e invece no: la maggioranza femminile dove manca il calcio c’è, ma su Rai2 e Rai 3, che facevano da alternativa dentro il perimetro Rai, c’era anche una onorevole presenza di uomini calciofobi, accomunati dai capelli grigi alle loro compagne. In altri termini, sulle due reti minori della Rai il pubblico si è raggrinzito sui più anziani, ma non si è totalmente schiacciato sul sesso femminile.

Più articolato il discorso per Mediaset che con Canale5 è femminile tutto l’anno e che ieri sera lo è divenuto ancora di più grazie alla astuta scelta di un film, Orgoglio e Pregiudizio, notoriamente capace di tenere insieme le figlie da marito e le loro ansiose madri. Mentre su Italia 1 che da sempre fidelizza un pubblico giovane e bisex, è accaduto che pattuglie minoritarie, ma consistenti, di giovani e giovani-adulti (i veri obiettori di coscienza rispetto al calcio), parimenti distribuiti fra maschi e femmine, abbiano scelto di vedersi Così è la vita, un film di quasi venti anni fa, con Aldo, Giovanni e Giacomo.

Sparute minoranze? Certo che no, perché stiamo parlando, al di là della media statistica sui sei/sette milioni, di circa 15 milioni di persone, più di un quinto della pur declinante (immigrati compresi) popolazione di penisola e isole. Così, tanto per ricordarci che l’unanimità davvero non non si conviene all’umanità.