Linus contro Enrico Ruggeri. Veri o buttati lì come boutade, è sui nomi della futura squadra per governare Milano che si gioca l’ultima polemica tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi. Con il candidato di centrosinistra, che dopo il colpo ad effetto dell’ex magistrato Gherardo Colombo da mettere a capo di un comitato per la trasparenza, ha tirato fuori dal cilindro anche l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino, il consigliere regionale Umberto Ambrosoli e soprattutto il direttore artistico di Radio Deejay Linus. Da valorizzare, quest’ultimo, perché “conosce
 molto il mondo giovanile” e quindi potrà occuparsi di eventi, sport e concerti. E allora la controproposta del centrodestra non può far altro che arrivare dal mondo della musica. Anche se, per ora, con una battuta: “Se Sala vuole Linus in giunta – dice il segretario della Lega Nord Matteo Salvini – io 
invece vorrei chiedere una mano a Enrico Ruggeri, mi piacerebbe veramente che facesse qualcosa per Milano, la sua città. Salviamo Milano, la sua canzone, è bellissima. Quindi lui potrebbe aiutarci veramente a salvare Milano”. E Parisi lo segue a ruota: “Concordo con Salvini sulla figura di Enrico Ruggeri. Potrebbe darci una mano, se lo vorrà, per realizzare un progetto
 che mi sta a cuore, ovvero realizzare a Milano la città della
musica”.

In attesa della disponibilità di Ruggeri, Linus la sua
 l’ha già data. Anche se non è chiaro quale sarà l’eventuale ruolo che ricoprirà. Sala ha lasciato intendere che lui e Ambrosoli saranno coinvolti direttamente nella giunta, mentre la Bonino avrà un ruolo più defilato da consigliere per le relazioni internazionali. Ma c’è una frase che colpisce nell’intervista rilasciata da Linus a Repubblica: “Non so quanto un impegno da assessore sia compatibile con il mio lavoro. A proposito, agli ascoltatori di Radio Deejay dico: tranquilli, la trasmissione viene prima di tutto”. Nessuna intenzione dunque di lasciare i microfoni. E come questo possa convivere con il ruolo in giunta prefigurato da Mr Expo è tutto da vedere. Come è da vedere quale sarà il compito riservato ad Ambrosoli, che per il momento dice di avere dato a Sala la sua “piena disponibilità”. All’appello ha risposto anche la Bonino, tanto più che “a livello nazionale c’è da 
battere un’alleanza di fondo, sostanziale, tra l’euroscetticismo
 di Salvini e quello di Grillo”.

Nomi, quelli proposti da Sala, che piacciono a tutto il centrosinistra. Con il sindaco uscente Giuliano Pisapia che giudica “ottima” la scelta. E di fronte a chi gioca a dare nomi, Parisi gioca invece a non darli. Se non addirittura a toglierli. Come quello di Salvini, autocandidatosi ad assessore della Sicurezza, ma bocciato da Parisi: “Mi serve un assessore a tempo pieno, e lui deve fare il leader di partito”. Per il resto il candidato di centrodestra, che in campagna elettorale ha cercato il più possibile di smarcarsi dagli esponenti dei partiti che lo sostengono, tiene nascosti i suoi futuri, ed eventuali, compagni di squadra: “Uscire con dei nomi a tre giorni dalle elezioni è una mossa per cercare di prendere più voti all’ultimo momento e non ho bisogno di questo. Io proteggo la mia autonomia, non uso candidati e assessori di bandiera per prendere voti”. E così l’unico a cui sia già stato concesso di schierarsi in campo è l’ex sindaco Gabriele Albertini. Accanto, chissà, a Enrico Ruggeri.

@gigi_gno