I vescovi che coprono i preti pedofili saranno rimossi. Lo ha ribadito Papa Francesco che ha approvato una nuova procedura per rimuovere i presuli che nelle diocesi e negli istituti religiosi coprono i sacerdoti che commettono il grave reato di abuso sessuale su minori. Con un documento intitolato “Come una madre amorevole”, Bergoglio ha stabilito che d’ora in poi i casi di negligenza saranno esaminati dalle 4 congregazioni competenti (Vescovi, Evangelizzazione dei popoli, Chiese Orientali e Istituti di vita consacrata) e poi la decisione finale sulla rimozione del vescovo sarà presa dal Papa che sarà assistito da un apposito Collegio di giuristi costituito da cardinali e vescovi. “Non si tratta di una nuova legge – ha precisato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi – ma di una nuova procedura. Da notare due punti: la mancanza di diligenza può esserci anche ‘senza grave colpa morale’ da parte del vescovo. Nel caso di abusi su minori ‘è sufficiente che la mancanza di diligenza sia grave’ mentre negli altri casi si richiede mancanza di diligenza ‘molto grave’”.

Il canone del Codice di diritto canonico che già prevedeva la rimozione dei vescovi negligenti, ovvero il numero 193, esiste, infatti, dal 1983, ovvero da quando san Giovanni Paolo II riformò e approvò la legge della Chiesa cattolica tuttora in vigore. Ma evidentemente la norma non veniva approvata e i vescovi che coprivano i preti pedofili non venivano rimossi dalle loro sedi. Padre Lombardi ha spiegato, inoltre, che “trattandosi di una normativa su procedure non si pone questione di retroattività o meno”. Nel procedimento, invece, non sarà chiamata in causa la Congregazione per la dottrina della fede “perché – ha sottolineato ancora il portavoce vaticano – non si tratta di delitti di abuso, ma di negligenza nell’ufficio”. In un primo tempo Francesco, insieme al Consiglio di cardinali che lo assiste nel governo della Chiesa e nella riforma della Curia romana, il cosiddetto “C9”, aveva ipotizzato di istituire una nuova sezione giudiziaria, all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, per processare i presuli che vengono denunciati per abuso d’ufficio episcopale per casi di violenza sessuale dei loro preti su minori. Ma alla fine la scelta è stata quella di fare in modo che la legge già in vigore fosse applicata.

Oltre alle nuove norme contro la copertura della pedofilia, il Papa ha approvato “ad experimentum” lo statuto del nuovo dicastero per i Laici, la famiglia e la vita nel quale confluiranno, dal prossimo 1° settembre, gli attuali Pontifici Consigli per i laici e per la famiglia, attualmente guidati dal cardinale Stanislaw Rylko e da monsignor Vincenzo Paglia. In quella data ambedue i Pontifici Consigli cesseranno dalle loro funzioni e verranno soppressi. Con il nuovo dicastero sarà connessa anche la Pontificia Accademia per la vita, come pure diretto legame vi avrà il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia. Il Papa, però, non ha ancora indicato il nome del prefetto che andrà a guidare il nuovo organismo della Curia romana. Bergoglio ha deciso, inoltre, che il segretario, ovvero il numero due del dicastero potrà essere anche un laico, forse anche una donna.

Twitter: @FrancescoGrana

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