L’assemblea dei soci di Expo ha approvato il bilancio 2015, ma nella votazione la Regione Lombardia si è astenuta. Una decisione che, nel clima della campagna elettorale, accende le polemiche, con la replica dell’ex commissario Giuseppe Sala che parla di un “voto politico“. La decisione della Regione ha a dir poco creato qualche perplessità fra gli altri soci (Comune, Città Metropolitana, Camera di Commercio e Ministero dell’Economia).

Il voto di astensione era “francamente il minimo“: così lo ha definito su Facebook il presidente della Lombardia Roberto Maroni. Il governatore ha spiegato che “la decisione si prefigge esclusivamente di tutelare l’interesse della Regione Lombardia quale azionista di Expo” e “si basa sui numeri presentati oggi nonché su dati oggettivi e incontrovertibili“. L’assessore al Post Expo Francesca Brianza ha aggiunto che “è stato un voto di responsabilità. Vorrei infatti ricordare che l’amministratore delegato Giuseppe Sala, nella nota del marzo del 2015 aveva spiegato che proprio il 2015 si sarebbe chiuso con un significativo utile, ora invece risulta che il patrimonio netto di 30,7 milioni di euro subisce una decisiva riduzione rispetto al 2014 (rappresentato da 46,8 milioni) a seguito della perdita di esercizio di 23,8 milioni di euro. Da qui la conseguenza dell’astensione di Regione”.

Immediata la reazione dell’ex commissario Sala, ora candidato sindaco a Milano: “Mi sembra un voto più politico che da azionisti anche perché sino ad ora nessuno aveva eccepito alcunché. Ciò detto, la collaborazione tra istituzioni su Expo e sul dopo Expo c’è stata e ci sarà sempre. Adesso siamo in campagna elettorale, sono il primo a capirlo e lo dico serenamente”. Anche il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha definito la scelta “incomprensibile, dato che i soci hanno sempre lavorato insieme su tutto, seguendo passo per passo ogni aspetto”, aggiungendo che “si spiega solo come mossa elettorale, non so quanto furba”.

Sulla stessa linea la posizione del Comune di Milano. “Dal punto di vista politico – ha osservato Gianni Confalonieri, delegato di Palazzo Marino per Expo 2015 – ho manifestato lo stupore per la posizione della Regione che non aveva mai fatto osservazioni sul bilancio se non quella, che ho condiviso, che andava presentato a maggio come è avvenuto. Si tratta di una posizione comprensibile solo se rapportata al clima politico elettorale“. 

Regione Lombardia, dunque, non ha mandato giù la chiusura del bilancio con un rosso di 23,8 milioni di euro. A questo vanno aggiunte perdite per altri 7,7 milioni accumulate da inizio anno fino al 18 febbraio, data di messa in liquidazione della società e delle dimissioni di Giuseppe Sala. Le perdite del 2015 portano a un patrimonio netto a fine anno di 30,7 milioni. Un risultato ben diverso da quanto lo stesso Sala prevedeva nella relazione di accompagnamento al bilancio 2014: il commissario sosteneva che il 2015 si sarebbe chiuso “con un significativo utile, in grado di coprire le perdite cumulate degli anni precedenti e di portare al pareggio gestionale”.