Il suo sogno era diventare uno chef di strada e cucinare all’ombra dei monumenti, più che dietro al bancone di un locale. Michele Lucarelli, pizzaiolo di 35 anni originario di San Costanzo, provincia di Pesaro-Urbino, però, non si è limitato a intraprendere la via dello street food in senso canonico. Invece di comprare un food truck e viaggiare con una cucina sempre con sé ha inventato una pizzeria che si muove sì, su 4 ruote, ma funziona a pedali. Una bici-forno a legna con la quale ora prepara la pizza alla città di Copenaghen, dove vive.

“Avevo pensato di aprire una mia attività in Italia, ma non è facile investire nel nostro paese – racconta a ilfattoquotidiano.it -. I prezzi sono alti, e poi ci sono le tasse, la burocrazia, e con la crisi economica non mi sarei sentito tranquillo. Non ho avuto la fiducia necessaria”. La scelta della Danimarca, però, non è stata casuale. “All’Università di Urbino ho studiato giornalismo, e successivamente ho fatto un master in sociologia della comunicazione e uno in enogastronomia. Ma è da quando avevo 17 anni che per mantenermi agli studi faccio il pizzaiolo, e quando mi sono reso conto che il giornalismo non mi avrebbe consentito di rendermi economicamente indipendente ho scelto la cucina”.

“Quando mi sono reso conto che il giornalismo non mi avrebbe consentito di rendermi economicamente indipendente ho scelto la cucina”

La sua prima esperienza all’estero, Lucarelli l’ha fatta in Nuova Zelanda, come motochef: “Andavo in giro in moto di ostello in ostello e cucinavo per chi si trovava in vacanza, ospite delle varie strutture”. Lì, Michele ha conosciuto Kristine, originaria di Copenaghen, e quando si è innamorato, la scelta della città dove vivere è venuta naturale. “Arrivato in Danimarca ho scoperto una metropoli bellissima con una forte cultura della bicicletta: qui le due ruote sono uno status symbol, così come lo è l’ecosostenibilità o la gastronomia legata al biologico”. Già in Italia Lucarelli aveva sperimentato la cucina bio, inventandosi la BioPizza, un progetto sperimentale pensato per promuovere il consumo di prodotti locali e di qualità, e così, deciso cosa fare, la via era segnata. “Ho contattato un’azienda siciliana per chiedere loro di costruirmi un forno a legna che fosse il più piccolo possibile, e poi una ditta danese, dell’ingegner Jon Sørvin, perché realizzasse la bici che avevo in mente”. Quattro ruote, cioè, azionata a pedali, e capace di sopportare circa 400 chili di peso: quello del forno, del piccolo frigorifero alimentato con una batteria simile a quella delle auto, gli scomparti per gli ingredienti e il necessario per confezionare le sue pizze.

Il costo complessivo per aprire l’attività, Bike and Bake, spiega Lucarelli, è stato di circa 20mila euro, e per trovare il denaro ha pensato al crowdfunding. “In più, il Comune di Copenaghen a dicembre ha indetto un bando per promuovere lo street food, io ho presentato domanda e sono stato selezionato. In premio ho avuto la licenza per lavorare gratuitamente”. Più uno spazio da usare come quartier generale che si trova in pieno centro, a due passi dal Palazzo di Amalienborg, sede dei reali danesi, tanto che per il compleanno della Regina Margrethe le ha potuto servire la sua pizza. “Margherita, ovviamente”.

“Il Comune di Copenaghen a dicembre ha indetto un bando per promuovere lo street food, io ho presentato domanda e sono stato selezionato. In premio ho avuto la licenza per lavorare gratuitamente”

“In Danimarca ho trovato delle possibilità inaspettate per costruire la mia attività. Persino l’evento inaugurale che ho fatto per presentarmi alla città è stato interamente organizzato dal Comune. Certo, il lavoro è faticoso: ogni giorno mi fermo in un posto diverso e macino chilometri con una bici che pesa quasi 400 chili. Non so come andrà, se ce la farò, se riuscirò a mantenermi. Ma il clima è positivo e ho molte speranze”.

La nostalgia di casa c’è, alza le spalle Lucarelli, “ma desideravo da tanto poter costruire qualcosa di mio, ed è una bella sensazione riuscire finalmente a farlo. Certo, mi manca l’Italia e quel clima caloroso che si respira nel paese dove sono nato, San Costanzo. Lì c’è tutta la mia famiglia. Questa però è un’avventura che a casa non avrei potuto fare”.