Sono in sciopero della fame da sedici giorni per l’emergenza abitativa a Roma. Venticinque occupanti di Action continuano la protesta contro la delibera del prefetto Tronca che sconfessa le politiche regionali e prevede sgomberi coatti degli immobili. “Raggi e Giachetti non si sono visti, dicano qualcosa, applicheranno la delibera regionale di Zingaretti se saranno eletti? Solo così porremo fine allo sciopero”, dice Sandro che occupa uno stabile da tre anni. “Io sono in graduatoria da dieci anni per una casa popolare, con il massimo dei punteggi, occupare non è bello, non è l’obiettivo, venite a vedere in che condizioni viviamo, bagni in comune, dormitori, ma qualcuno delle istituzioni ci dica qual è l’alternativa a vivere sotto i ponti”, continua l’attivista. L’emergenza abitativa sarà di sicuro una delle questioni più spinose per il prossimo inquilino del Campidoglio. “L’unico dei candidati che si è interessato alle vite di scarto e allo sciopero della fame è Stefano Fassina che è stato qui e ha fatto un’interrogazione parlamentare”, sottoliena Simona Panzino responsabile della comunicazione di Action  di Irene Buscemi