Torna a salire la tensione al Brennero, il passo alpino che separa Italia e Austria da mesi al centro delle polemiche per l’annunciata, e più volte smentita, costruzione della barriera anti-immigrati.

Il governatore del Tirolo austriaco Günther Platter ha accusato Roma di non aver mantenuto i patti sull’intensificazione dei controlli ai migranti senza documenti che dallo Stivale cercano di raggiungere il nord Europa.

“Non accetterò che gli italiani distribuiscano inefficaci tranquillanti su presunte verifiche. Da noi il numero di ingressi illegali aumenta nuovamente”, ha tuonato il presidente del land che imputa al governo italiano di avere fatto “melina” per dissuadere Vienna dall’intento di bloccare il passo di frontiera: “Fino a poco fa questi controlli hanno dato i loro frutti e il numero di chi varcava il confine in modo illegale era diminuito. Ora però sempre più spesso vengono osservati gruppi di profughi che raggiungono Gries am Brenner (primo paese in Austria, ndr) a piedi.

Il politico locale ha espresso il suo rammarico al ministro dell’Interno Wolfgang Sobotka che ha promesso l’invio di ottanta poliziotti per presidiare il confine da martedì prossimo. Una misura che è solo l’antipasto di quello che potrebbe succedere se Roma non farà i compiti a casa. “Se individueremo un numero di profughi ancora più alto, chiederemo di attivare i controlli al confine come ipotizzato”, ha minacciato Platter.