Sembra un minuscolo pizzino. Al suo interno, però, ripiegato su se stesso, non si cela un messaggio segreto scritto da un padrino di Cosa nostra per comunicare dalla latitanza, ma un concentrato di nanotecnologia. È l’ultima geniale invenzione degli scienziati del Massachusetts institute of technology (Mit) di Boston: un robot origami che si schiude all’interno dello stomaco, come un fiore che sboccia.

Il progetto, presentato in questi giorni all’International conference on robotics and automation (Icra), che si è aperta il 16 maggio a Stoccolma, è stato sviluppato dal team di Daniela Rus, direttrice del Computer science and artificial intelligence laboratory del Mit, insieme agli studiosi del Tokyo institute of technology e dell’University of Sheffield. Il piccolo dottore s’ingoia come una semplice pillola, e all’interno dell’organismo può svolgere molteplici funzioni, intervenendo lì dove occorre, ed evitando al paziente operazioni invasive e dolorose.

“Il nostro robot è in grado, ad esempio, di rimuovere oggetti estranei ingeriti accidentalmente, curare una lesione, o trasportare farmaci – spiega Daniela Rus in un video del Mit che mostra il robot origami in azione -. Una delle sfide maggiori nella sua messa a punto è stata quella di trovare materiali biocompatibili e facili da controllare”.

Dopo aver testato decine di possibili soluzioni, la scelta dei ricercatori Usa è ricaduta su tessuti dell’intestino di maiale, simili a quelli umani. Per mostrare le funzionalità del loro minirobot, gli scienziati hanno, quindi, realizzato uno stomaco sintetico in silicone. L’origami si presenta avvolto in un involucro di ghiaccio, in modo da sciogliersi nello stomaco anche in assenza di succhi gastrici. Una volta ingoiato, inizia quindi a dispiegarsi, grazie ai suoi strati di materiale biocompatibile, sensibili a minime variazioni di temperatura.

Simile a un piccolo fiocco regalo, il robot si muove a scatti, con un andamento a fisarmonica, grazie a microscopiche ventose che gli permettono di aderire alle pareti, e allo stesso tempo di scivolarne via. Pilotato attraverso un chirurgo, grazie a un campo magnetico, si sposta lungo le pareti dello stomaco, intervenendo all’occorrenza per riparare piccole lesioni, o rimuovere oggetti estranei come una pila a bottone, alla quale è capace di attaccarsi come una calamita.

Dopo la presentazione di Stoccolma, gli scienziati intendono adesso mettere alla prova il loro robot in organi umani veri e propri. “Stiamo pensando di migliorare la funzionalità dell’origami, dotandolo di sensori, in modo che possa controllarsi da solo. È veramente eccitante – conclude Daniela Rus – vedere il nostro piccolo robot in azione, mentre svolge un compito con così importanti applicazioni per la salute umana”.