Timbravano fino a dieci cartellini a testa, anche per quei dipendenti che erano in realtà assenti, truffando di fatto lo Stato. E’ l’accusa contestata dai carabinieri e dalla Procura di Foggia nei confronti di 20 persone che ora sono state raggiunte da ordinanze di custodia cautelare: 13 sono agli arresti domiciliari, 7 sono stati sospesi dall’esercizio dei pubblici uffici. Tra i 20 dipendenti indagati c’è anche un dirigente. Il reato contestato è truffa ai danni dello Stato