Il presidente del Senato brasiliano, Renan Calheiros, ha deciso di confermare il voto sull’impeachment contro Dilma Rousseff previsto per mercoledì 11 maggio. Al termine di una riunione d’emergenza a Brasilia, Calheiros ha deciso di ignorare la decisione del presidente ad interim della Camera, Waldir Maranhao, che aveva annullato la votazione dei deputati dello scorso 17 aprile favorevole all’impeachment. La decisione apre un conflitto istituzionale senza precedenti tra i due rami del parlamento brasiliano.

Il processo di impeachment contro Dilma Rousseff era stato annullato perché la votazione sul caso era andata al di là dei limiti della denuncia contro la presidente, trattando la questione dello scandalo ‘Lava jato’ oltre alle presunte irregolarità nei conti pubblici come annunciato da Maranhao. Era stata decisa l’apertura della procedura della messa in stato d’accusa della Rousseff, accogliendo una richiesta in tal senso dell’avvocato generale dello Stato, Josè Eduardo Cardozo. In una nota della Camera, Maranhao sosteneva che “i partiti politici non potevano dichiarare un orientamento generale e impedire ai parlamentari di votare liberamente”.

La messa in stato d’accusa di Rousseff, peraltro, era tornata in discussione dopo la sospensione dalla carica di deputato federale e dalla presidenza della Camera di Eduardo Cunha, predecessore di Maranhao e abile tessitore della trama della messa in stato d’accusa della presidente brasiliana. Per i giudici della Corte Suprema, Cunha ha cercato di influenzare a suo favore l’esito di un’inchiesta per corruzione a suo carico.

La procedura di impeachment è approdata al Senato, dove era prevista una votazione il prossimo mercoledì. La decisione di Maranhao aveva colto di sorpresa le istituzioni brasiliane. In sostanza il presidente della Camera aveva chiesto che il processo tornasse all’esame dei deputati, dopo essere già avanzato al Senato dove la Commissione speciale ha votato venerdì a favore del procedimento.