“Questi ragazzi sono stati incarcerati in casa, costretti alla perdita del lavoro e allontanati dagli studi universitari. Sono nostri figli e oggi dobbiamo agire per loro”. A Torino i familiari dei 28 ragazzi e ragazze sottoposti a misure cautelari per le proteste contro il Tav hanno contestato la cerimonia ufficiale del 25 aprile chiedendo di poter leggere dal palco la lettera che ne chiedeva la liberazione. “Questi non sono solo i nostri ragazzi, perché lottano per il futuro di tutti – denuncia una mamma dal palco –  e oggi noi prendiamo il loro posto”