Il campo 10 del cimitero Maggiore di Milano è già stato tirato a lustro qualche giorno fa dai militanti di Lealtà Azione e dai volontari di Memento. Sentieri rastrellati, fiori posati, lapidi pulite e bronzi lucidati. Qui, il 24 e il 25 aprile, mentre in tutta Italia si festeggerà l’anniversario della Liberazione, fascisti vecchi e nuovi si raduneranno per rendere omaggio ai 1400 morti repubblichini che vi sono sepolti. Non è una novità. Anzi, di anno in anno si moltiplicano le iniziative più o meno nostalgiche in questo o quel sacrario “perché i morti sono tutti uguali”. Ma la manifestazione di Milano ha sempre richiamato un gran numero di partecipanti e anche quest’anno non sarà da meno. “Domenica 24 – spiegano dall’Osservatorio democratico sulle nuove destre -,  vi confluiranno gli aderenti all’Unione nazionale combattenti della Rsi, all’Associazione nazionale arditi d’Italia e all’Associazione Decima Mas. Seguirà il giorno dopo, 25 aprile, la mobilitazione di Lealtà azione attraverso l’associazione collaterale Memento”.

Nelle passate edizioni della commemorazione erano arrivati in trecento, vestiti di nero, marciando in formazione fino al campo 10. “Sembrerebbe – spiegano ancora dall’Osservatorio – che la performance sia destinata a ripetersi tra saluti romani e bandiere della Rsi, nell’assoluto silenzio delle autorità, dell’amministrazione comunale e dell’assessore competente, Franco D’Alfonso, nipote di Franco Maria Servello (federale missino ai tempi del giovedì nero di Milano) e primo sponsor dell’iscrizione del suo nome al Famedio (costruzione destinata alla sepoltura di personaggi illustri, ndr). Grazie a lui ormai i cimiteri a Milano sono divenuti tra i luoghi privilegiati delle manifestazioni apologetiche del fascismo”.

La retorica, al di là delle manifestazioni pubbliche, è sempre la stessa. Sulle bacheche social dei gruppi di ultradestra è tutto un fiorire di “25 aprile lutto nazionale” e “aboliamo il 25 aprile”. La Milano nera non si mobilita solo per l’appuntamento al cimitero Maggiore. La data che più di altre ricorre sui calendari dei movimenti neofascisti è quella del 29 aprile quando i “camerati” sfileranno in memoria di Sergio Ramelli, Carlo Borsani ed Enrico Pedenovi, i “martiri di primavera”.

Nel comunicato ufficiale gli organizzatori non anticipano il programma “ambizioso” della ricorrenza ma sottolineano che sarà “il 29 aprile di un intero popolo che si raccoglie, oltre ogni bandiera e steccato, in una magia che ogni anno cresce di numeri e intensità”. Sottolineando come l’evento si terrà nonostante in molti abbiano “provato a bloccare, ferire, violare, infangare, vietare, punire”, puntando il dito contro i “soliti noti dagli stracci rossi” e contro la “magistratura”. La stessa sera, in piazza Dateo, poco distante dai luoghi della commemorazione che richiamerà gruppi di estrema destra, è previsto un evento di protesta, che rivendica una “Milano antifascista e antirazzista”.