A una settimana dal 25 aprile, a Parma CasaPound ha aperto la seconda sede nel giro di pochi anni, e subito in città è riesplosa la polemica contro l’associazione di estrema destra, tra cortei di protesta e denunce da parte del mondo della politica. A scagliarsi per primo contro l’iniziativa è stato il sindaco Federico Pizzarotti, che qualche giorno fa aveva lanciato l’hashtag #NoCasapound. “Parma, storicamente antifascista, non vi vuole, dovreste mettervelo in testa!” aveva scritto su Facebook.

A rispondergli sabato 16 aprile dal nuovo avamposto parmigiano appena inaugurato, è stato il presidente nazionale di CasaPound, Gianluca Iannone: “Pizzarotti ci ha attaccato solo perché non vuole farsi fischiare il 25 aprile, ma non dovrebbe essere vittima delle minacce dei centri sociali – ha denunciato – Noi eravamo a Parma prima che lui arrivasse, quindi al massimo siamo noi a dire che non vogliamo lui. Dovrebbe pensare a governare, alle persone della sua città. Noi qui stiamo crescendo perché lavoriamo bene e alla luce del sole”.

L’apertura del nuovo centro in via Toscana, dopo quello in via Jacchia nel quartiere Montanara, aveva già scatenato molti malumori in città appena si era diffusa la notizia. “In questi giorni questa associazione palesemente fascista e antidemocratica – aveva puntato il dito per primo Pizzarotti – aprirà una nuova sede a ‪Parma, medaglia d’oro alla Resistenza. Un nuovo polo di estremismo nella città dei partigiani a pochi giorni dal 25 aprile”. Il primo cittadino aveva ribadito l’impossibilità di fare qualcosa per fermare l’evento in quanto l’associazione è riconosciuta dallo Stato. Alle sue dichiarazioni avevano fatto coro commenti di ogni colore politico, dal Pd alla Lega Nord, fino all’Anpi e alle associazioni antifasciste, e nel pomeriggio dell’inaugurazione il collettivo Parma Antifascista ha organizzato un corteo di protesta per ribadire che “Parma è e sarà sempre antifascista” e opporsi all’arrivo in città di “un nuovo covo d’odio”. Circa 200 persone hanno marciato fino al quartiere dove si trova la nuova sede, blindata dalle forze dell’ordine, che hanno tenuto a distanza i manifestanti.

Da anni la presenza dell’associazione è oggetto di contestazioni da parte dei movimenti antifascisti e ci sono stati diversi episodi di tensione tra le due fazioni, sfociati addirittura in una scontro al circolo Minerva in cui era rimasta coinvolta anche l’ex senatrice del Pd Albertina Soliani. Dal canto loro però, gli attivisti di CasaPound, arrivati in 150 da ogni parte d’Italia per tagliare il nastro della nuova base associativa, che è dotata di bar, sala conferenze e perfino di una palestra, hanno invece spiegato che Parma sembra volerli, eccome: “Il sindaco Pizzarotti dice che Parma è antifascista e non ci vuole, ma in due anni – hanno affermato – abbiamo moltiplicato gli iscritti, fatto manifestazioni con centinaia di persone e concretizzato il tutto in una nuova struttura che sarà 10 volte più grande della storica sede di via Jacchia”.