“Il Tevere va bonificato perché è una risorsa fondamentale per Roma. Può diventare balneabile entro il mio mandato, i cinque anni servono tutti, e farei il bagno come Mister ok”. Parola di Guido Bertolaso. Matteo Salvini e il resto del centrodestra gli oppongono Giorgia Meloni nella corsa al Campidioglio, ma il candidato di Forza Italia alle comunali di Roma non si ferma e in mattinata ha fatto il giro delle radio. Regalando l’ennesima perla di una campagna elettorale costellata di dichiarazioni memorabili. La seconda in pochi mesi proprio sul fiume capitolino: l’11 novembre 2015, nel corso del processo per gli appalti del G8 – in cui è accusato di avere agevolato l’assegnazione di appalti in favore dell’imprenditore Diego Anemone in cambio, tra l’altro, di prestazioni sessuali presso il Salaria Sport Village – l’ex capo della Protezione civile ha raccontato che in occasione della piena del Tevere del 2008 aveva pensato di “far saltare” Ponte Sant’Angelo, sotto il quale si andavano a incastrare barconi che frenavano il corso dell’acqua, ma “salvando le statue del Bernini”.

Marchini (Alfio, candidato appoggiato da Ncd, ndr) è l’unico, oltre a me, a parlare dei problemi dei romani – ha detto Bertolaso in mattinata intervenendo a Radio Città Futura – se uno vuole diventare sindaco e dare una mano a questa città ridotta in condizioni drammatiche, è bene che si guardi intorno e, in questo caso, vedere se con Marchini sono possibili sinergie”. “Stiamo al momento parlando solo di ipotesi perché con Marchini non ci ho ancora parlato, ma mentre gli altri chiacchierano su percentuali di sondaggi ed equilibri di potere, Marchini è l’unico, oltre a me, a parlare dei problemi dei romani”, ha precisato Bertolaso. Quanto ai sondaggi che lo vedono in forte difficoltà, Bertolaso ha detto di non preoccuparsi e di voler continuare a fare ciò che ha fatto nelle ultime settimane, vale a dire “girare le periferie, incontrare i romani, ponendomi nei loro confronti come una persona che ha alle spalle ha una storia di cose fatte, che i problemi della città li ha sempre affrontati”.

“Quelle di un ritiro della mia candidatura sono voci infondate – ha ribadito quindi Bertolaso in collegamento con Radio Cusano Campus – sono due mesi che cercano di delegittimare la mia candidatura che è stata legittimata anche da un referendum tra i cittadini. Sono tentativi di destabilizzare un elettorato che sta facendo le sue scelte sulla base dei programmi. Ora si inventano anche i sondaggi taroccati per ostacolare una candidatura tecnica, libera, come la mia”. E Bertolaso non vuole essere secondo a nessuno: “La cosa bella è che tutti dicono che mi stimano e mi vorrebbero come city manager e propongono il ticket, ma allora se ho tutte queste capacità forse sarò anche in grado di fare il sindaco”.

“Mia moglie mi vota? Bella domanda, lei sperava che avessi fatto qualcosa di diverso che candidarmi a sindaco. Ora si è adeguata e mi dà una mano”, ha detto poi il braccio operativo di Silvio Berlusconi per le emergenze e i Grandi Evanti parlando durante la trasmissione Un Giorno da Pecora, su Radio 2. Sulla possibilità che la moglie possa votare per Marchini il candidato di Forza Italia ha risposto “non credo” ma su un possibile voto per Roberto Giachetti – candidato del partito Democratico al Campidoglio – da parte della consorte ha replicato “quello potrebbe darsi: ha tendenze di questo tipo, di sinistra, sicuramente ha votato Rutelli in passato”.